Vico Equense: la culla del Provolone del Monaco

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Affacciata sullo splendido scenario del Golfo di Napoli e situata in posizione strategica rispetto ai più importanti siti turistici e culturali della Campania, Vico Equense è diventata negli ultimi anni una delle eccellenze gastronomiche del Sud Italia.

Il Vesuvio, la Costiera Amalfitana, lo spettacolare costone tufaceo a picco sul mare su cui sorge il centro storico. Ecco alcuni dei meravigliosi scenari che si rincorrono lungo le colline ed i borghi di questa tranquilla cittadina. A ciò vanno aggiunti il clima favorevole, le testimonianze storico-artistiche (dal VII secolo a.C.), le sorgenti termali, le strutture alberghiere ed agrituristiche. Questo il quadro di una località ideale per conciliare un soggiorno nel triangolo Pompei-Amalfi-Sorrento con una vera esperienza di piacere per il palato.

Numerosi sono i luoghi dedicati alla ristorazione. Una secolare tradizione concilia i prodotti genuini del mare e della vita contadina, con un’attenzione particolare alla produzione casearia. La presenza dell’Istituto alberghiero “de Gennaro”, dove hanno studiato chef famosi come il vicano-doc Antonino Cannavacciuolo, ha contribuito a modernizzare e far conoscere nel mondo tale tradizione. Ristoranti stellati si alternano a locali molto più intimi e familiari, rendendo l’offerta culinaria adatta ad ogni tipo di clientela.

Vico equense

Non sono da meno le pizzerie che accolgono ogni giorno migliaia di persone. Dall’ Università della Pizza (dove è nata la celebre “pizza a metro”) ai deliziosi piccoli forni (dotati di pochi e semplici tavolini) distribuiti lungo i casali collinari, ce n’è per tutte le tasche e per tutti i gusti. L’utilizzo di prodotti tipici e locali la fa sempre da padrone, provare per credere!

I borghi collinari

Un’unica panoramica strada, la Via Raffaele Bosco, mette in collegamento le frazioni e i borghi dislocati tra dolci colline, terrazzamenti, aziende agricole. Arola, Bonea, Fornacelle, Massaquano, Moiano, Monte Faito, Montechiaro, Pacognano, Patierno, Pietrapiano, Preazzano, Sant’Andrea, Seiano, Ticciano, San Salvatore, Santa Maria del Castello. Ognuno di questi borghi ha una propria storia, così come tradizioni popolari, fiere, sagre e leggende.

Il borgo di Arola, ad esempio, è famoso per i formaggi stagionati e per il “Riavulillo”, un piccolo provolone affumicato ripieno con olive nere e peperoncino piccante. Arola è anche il territorio del vino di Sabato, un Aglianico ottenuto da uve coltivate esclusivamente in questo borgo.

Da Arola è possibile percorrere diversi itinerari escursionistici che raggiungono il Monte Comune e la Costiera Amalfitana, ad esempio in località Santa Maria a Castello. Poche case contadine con aie e animali da cortile, alcune convertite in agriturismo, caratterizzano questo luogo silenzioso e tranquillo. Nel IX sec. questo borgo era un posto di guardia al confine tra il Ducato di Amalfi ed il territorio equense. Il casale è anche crocevia di diversi sentieri che incrociano l’Alta Via, la dorsale che corre lungo il crinale amalfitano dei Monti Lattari. Unica al mondo la splendida vista a strapiombo su Positano.

Foto di Giuseppe Aulicino

A Ticciano e Preazzano la gastronomia si mescola all’abilità di sapienti artigiani. Il legno dei castagni, seccato al forno, viene ancora trasformato a mano in cesti e sporte per frutta, pesce e verdura.

Moiano è un territorio ricco di aziende casearie che producono latticini di ottima qualità. Posizionato alle pendici del Monte Faito, è una tappa ideale per procurarsi una merenda a base di pane appena sfornato e fiordilatte fresco prima di salire in quota a godersi il meraviglioso panorama che abbraccia a 360° il Golfo di Napoli e quello di Salerno.

Foto di Giuseppe Aulicino

Situato tra le colline vicane dalla piana sorrentina, Montechiaro ospita numerose aziende agricole ed offre un panorama spettacolare. Lo sguardo spazia dal capo di Sorrento, al Vesuvio, alle isole del golfo specie lungo i sentieri che conducono al Casino di caccia di Ferdinando II.

La marina di Seiano, invece, ospita un’ampia spiaggia, un porticciolo e diverse strutture dove mangiare direttamente sul mare.

Infine, è da non perdere il museo della memoria custodito nel cuore del “Caseificio De Gennaro” a Pacognano. Il museo-caseificio è un piccolo tesoro per i golosi ed i curiosi della storia della gastronomia. Reperti datati al 1850 sono ospitati nei locali dove veniva lavorato e messo a stagionare il celebre Provolone del Monaco DOP, un formaggio stagionato ottenuto con il latte delle mucche Agerolesi. Ripercorrendo gli ambienti ipogei, sembra di vedere ancora all’opera i “monaci” intenti a realizzare i provoloni.

vico equense provolone del monaco
Foto di Giuseppe Aulicino

Secondo la leggenda, infatti, il nome di questo formaggio trova origine nei mantelli di tela di sacco (simili agli abiti dei monaci) che gli antichi casari indossavano per recarsi al mercato di Napoli a vendere i provoloni. Tale somiglianza confondeva gli acquirenti che erano così convinti di averli acquistati direttamente dalle mani di un monaco. Inconfondibile invece è il sapore intenso e fuori dal comune del Provolone del Monaco DOP originale. Consigliamo di assaggiarlo sulla pizza, nella pasta e patate, nei paccheri alle melanzane, sugli spaghetti alla Nerano… e soprattutto degustato assoluto con un buon bicchiere di vino rosso.

Escursioni, Terme ed Immersioni

Numerosi sono gli itinerari escursionistici che attraversano il territorio equense regalando scorci mozzafiato. Tra gli altri, suggeriamo: il “Sentiero delle Orchidee” da Preazzano a Monte Comune, da percorrere in Aprile – Maggio per godere della fioritura delle orchidee selvatiche dei Monti Lattari; l’itinerario da Montechiaro al Monte Crocione, passando per i casini borbonici ed il parco dei Camaldoli (con la bellissima Foresteria del Convento); il percorso de “La Sperlonga”; il sentiero che dalla rotabile amalfitana conduce alla selvaggia spiaggia di Tordigliano; il tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari che da S. Maria a Castello conduce a Montepertuso, Positano ed al celebre Sentiero degli Dei.

Sul Monte Faito, consigliamo ai più avventurosi l’itinerario, ripido ma suggestivo, che conduce alla Croce della Conocchia ed alla cima del Molare (1444 m). Ad accogliere gli escursionisti, una vista spettacolare che spazia dall’Isola di Capri, al Vesuvio, all’intera Costiera Amalfitana. Dormire in tenda e vivere l’alba su questo sperone di roccia è un’esperienza unica.

Vico Equense ospita anche la stazione idrotermale balneare dello Scrajo. Diverse sorgenti di acqua sulfurea offrono terapie per numerose patologie dermatologiche e respiratorie.

Per gli appassionati di immersioni, invece, è possibile esplorare il Banco di Santa Croce. Una secca che varia tra nove e sessanta metri di profondità considerata tra le più belle del Mar Mediterraneo grazie ad un’eccezionale biodiversità (va ricordata la presenza del corallo rosso).

Eventi da non perdere

La processione delle Pacchianelle (6 gennaio) per le strade del centro. Una sorta di presepe itinerante costituito da circa 300 persone che sfilano in costume portando a Gesù Bambino prodotti tipici locali (agrumi, formaggi, animali, pesci). La processione del Venerdì Santo a Seiano, una ricostruzione della passione di Cristo organizzata con cadenza triennale con oltre trecento figuranti incappucciati o vestiti con abiti d’epoca. Il presepe vivente ricostruito nel borgo di San Salvatore. La Sagra del Riavulillo, un appuntamento imperdibile per gli amanti dei formaggi che si svolge ad Arola tra la fine di Luglio e l’inizio di Agosto; quella del Fiordilatte a Moiano e la Festa dei sapori contadini a Ticciano (entrambe nella prima metà di Agosto). La Sagra della melanzana a Preazzano, dove assaggiare le prelibate melanzane al cioccolato (seconda metà di Luglio); la Sagra della Castagna a Monte Faito (fine Ottobre).

Come raggiungere Vico Equense

Vico Equense è raggiungibile in auto attraverso la statale sorrentina 145 dall’uscita Castellammare di Stabia dell’autostrada A3 Napoli-Salerno. Per chi viaggia con i mezzi pubblici, è possibile raggiungere Vico Equense e Seiano con la “Circumvesuviana”, un treno regionale che collega i comuni costieri tra Napoli e Sorrento. Per chi giunge a Napoli in aereo, consigliamo di consultare gli orari del servizio bus della società privata Curreri che collega l’aeroporto con Vico Equense e Sorrento con numerose corse giornaliere.

Vico Equense dispone inoltre di un servizio di autobus urbani che collega la stazione circumvesuviana con le varie frazioni dislocate sulle colline circostanti.

Cosa visitare nei dintorni

Nei dintorni di Vico Equense, consigliamo di visitare: Sorrento con il suo centro storico, le marine, le botteghe dell’intarsio e le fabbriche artigianali di limoncello. Capri; Pompei, Ercolano ed il Vesuvio; Positano, Amalfi e Ravello. Il lungomare della nuova villa comunale e le splendide ville romane “Arianna” e “San Marco” di Castellammare di Stabia.

Foto di Giuseppe Aulicino

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