Tristan da Cunha, l’isola più remota al mondo

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Nel sud dell’Oceano Atlantico, a metà strada tra il Sudafrica e il Sud America, sorge l‘isola abitata più remota al mondo. Si tratta di Tristan da Cunha, la più grande dell’omonimo arcipelago, che si può raggiungere solo dopo ben sette giorni di navigazione. L’unico villaggio è quello di Edimburgo dei Sette Mari, sorto alle pendici del vulcano Queen Mary’s, abitato da circa 270 persone. Il luogo ideale per gli amanti dell’avventura e dei posti esotici, ma anche per chi vuole entrare in contatto con una comunità davvero singolare. Scopriamo insieme dieci cose da fare e da vedere a Tristan da Cunha.

dove si trova tristan

Ritrovare un po’ di Liguria

Forse non tutti sanno che Tristan da Cunha ha un antichissimo legame con la Liguria. Nel lontano 1892, due naufraghi di Camogli, Andrea Repetto e Gaetano Lavarello, decisero di rimanere sull’isola contribuendo ad accrescere la comunità. Ancora oggi, tra i 7 ceppi familiari principali sopravvivono i cognomi appartenenti ai discendenti dei due camogliesi. Un’altra testimonianza di questo storico legame con il borgo marinaro della Riviera di Levante è l’ospedale “Camogli Hospital”, costruito qui nel 1971.

Esplorare l’isola più remota al mondo

Chi mette piede sull’isola di Tristan da Cunha non può fare a meno di rimanere stregato dal paesaggio che lo circonda. La micro-colonia sorge sulla sommità di un vulcano sottomarino, la cui vetta si innalza fino a 2.000 metri, e le cui pendici scendono a picco sul mare. Qui la natura la fa da padrona e si manifesta in tutta la sua forza. La lontananza dai continenti e il clima ostile, con una media di 250 giorni di pioggia all’anno e l’oceano quasi sempre in tempesta, rendono questo luogo adatto agli spiriti più avventurosi.

Scoprire un antico villaggio

Sebbene la vera grande attrazione dell’arcipelago siano la flora e la fauna da cui ci si ritrova circondati, sull’isola non mancano luoghi di aggregazione come un bar, un pub, una sala da ballo, ma anche un museo e una piscina. Da visitare anche le uniche due chiese del villaggio: l’anglicana St. Mary e la cattolica St. Joseph.

Conoscere usi e costumi degli abitanti

L’isola vanta una radicata cultura dell’ospitalità, che nel corso dei secoli ha spinto molti naufraghi a fermarsi qui. Non esiste criminalità, tanto che nessuno chiude a chiave la porta di casa. La forza della comunità deriva dalla solidarietà reciproca tra gli isolani, fortemente legati al territorio e a tradizioni secolari. Se vi svegliate all’alba, potrete ammirare la processione delle donne del villaggio che si dirigono nei pascoli per la mungitura, per poi distribuire il latte a tutte le famiglie.

Rivivere la febbre del sabato sera

Ogni sabato sera, la Prince Philip Hall, solitamente utilizzata per le attività sportive, si trasforma in una sala da ballo, dove vigono ancora le antiche regole del corteggiamento. Ad esempio, un ragazzo che vuole corteggiare una ragazza, non può ballare con lei per più di tre volte (e sempre a patto che non sia già promessa ad un altro).

Festeggiare l’arrivo della nave mercantile

Ogni cinque, sei settimane, i tristaniani attendono con ansia l’arrivo della nave Edinburgh. Per l’occasione, le scuole chiudono e tutta la popolazione partecipa allo scarico delle merci. La nave è l’unico legame dell’isola con il mondo esterno, e rifornisce gli abitanti dei beni che non possono produrre autonomamente, come medicine, bombole di gas o pezzi di ricambio per barche e jeep. Quando i forti venti si placano, consentendo all’imbarcazione di attraccare, per gli abitanti è una vera e propria festa.

Andare a pesca di aragoste

L’economia di Tristan da Cunha si basa principalmente sulla pesca e sull’esportazione delle aragoste. L’isola è famosa proprio per la prelibatezza di questi crostacei. Quando non si può uscire a pescare, gli abitanti si dedicano alla caccia dei bovini, che vivono allo stato brado, o alla coltivazione delle patate.

Collezionare francobolli speciali

Oltre che dalle aragoste, gli introiti principali arrivano dalla vendita di francobolli ai collezionisti di tutto il mondo. La prima serie risale agli anni Quaranta e ne contava nove. Su ognuno erano riportati un’immagine e il valore facciale misurato in patate, da cui il soprannome di “potato stamp”.

Ammirare una fauna unica

Per la sua posizione isolata, l’arcipelago vanta una grande ricchezza biologica. Gli appassionati di bird watching, potranno avvistare nei boschi il tordo delle Tristan e una grande varietà di uccelli marini, tra cui l’albatro e il pinguino.

tristan 3D

Scoprire una location da film

Oltre che per il gemellaggio con Camogli, l’isola di Tristan da Cunha è diventata una meta ancora più ambita dagli italiani in cerca di avventura, dopo essere stata scelta come set per il cortometraggio “37°4 S”, del regista milanese Adriano Valerio, premiato al Festival di Cannes. Ai più temerari, non resta che partire alla scoperta di questo luogo remoto unico al mondo.

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