Stupinigi, cosa vedere: stanze e tesori della Palazzina di Caccia

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A 10 km da Torino, sorge Stupinigi, piccola frazione di Nichelino in cui abitano soltanto poco più di 200 abitanti. Ma perché fare tappa in un luogo tanto piccino? Cosa è racchiuso di così prezioso in questa piccola località? Presto detto. A Stupinigi c’è la celebre e magnifica Palazzina di caccia (patrimonio UNESCO dal 1997), a cui si aggiunge il relativo parco naturale. Si tratta di un edificio unico settecentesco unico, al cui interno pullula di tesori e rarità.

La Palazzina di Caccia Stupinigi, cenni storici

La Palazzina di caccia di Stupinigi è una costruzione imponente, assolutamente da non perdere per chi transita in zona. Parliamo di uno dei complessi settecenteschi tra i più suggestivi e d’impatto presenti sul suolo europeo. La reggia è stata pensata per l’attività venatoria (fu voluta dai Savoia fra il 1729 e il 1733) ed è stata architettata da Filippo Juvarra, uno dei massimi esponenti dell’architettura barocca, il quale ideò tale residenza per le feste e per battute dei reali di Savoia. Negli anni a venire, la struttura si è ampliata grazie all’intervento di altri architetti celebri come Benedetto Alfieri, Giovanni Tommaso Prunotto, Ignazio Birago di Borgaro, Ludovico Bo, Ignazio Bertola. Nel 1919 la Palazzina entrò in possesso del Demanio statale e nel 1925 ritornò, assieme alla zona circostante, all’Ordine Mauriziano, come fu in principio. Oggi è aperta al pubblico, dopo essere stata oggetto per anni di lavori di restauro. Al suo interno si trovano una miriade di tesori sotto forma di arredi, dipinti, eccellenze d’ebanistica e molto altro.

Stupinigi palazzina di caccia
Fonte Istock

Galleria dei Ritratti, scuderie e biblioteca

Dopo questi brevi cenni storici e questi brevi assaggi di ciò che vi attende, non resta che andare a scoprire la residenza. Prima tappa è nella Galleria dei Ritratti, dove in passato vi erano le antiche scuderie. Qui oggi c’è la statua originale del cervo di Stupinigi (Francesco Ladatte, 1766). Passate quindi a vedere l‘antibiblioteca e la biblioteca. Quest’ultima è tramezzata con scaffalature preziose in azzurro, avorio e oro.

Appartamento del duca del Chiablese

Entrate ora nell’Appartamento di Levante o Appartamento del duca del Chiablese, ricco di stanze magnifiche, come La sala da gioco, lussuoso spazio destinato allo svago della corte. Altri luoghi suggestivi sono la Sala degli specchi e il gabinetto di Paolina Bonaparte, vere chicche della reggia. La prima, impreziosita da un originale stile rococò, è decorata con stucchi e specchi dalle pareti al soffitto, mentre la seconda, fulgente e fastosa, è nota per essere stata arredata da Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Molto interessante anche camera da letto del duca, in cui abbondano suggestivi mobili in stile piemontese. Superbo il letto a baldacchino con panneggi rossi di stile Luigi XV. Altre sale assai curiose sono la Sala del Bonzanigo, col ritratto di Giuseppe Benedetto di Savoia e la Saletta del pregadio

Appartamento della regina

L’appartamento della regina vide la luce negli anni ’30 del Settecento. La sua inquilina fu Polissena d’Assia-Rheinfels-Rotenburg, moglie di Carlo Emanuele III di Savoia. Osservate la sfarzosa anticamera della regina, una delle quattro sale che danno sul salone centrale della palazzina. Passate quindi nella camera da letto e non perdetevi gli affreschi sulle pareti, il mobilio e il gabinetto, decorato con figure cinesi e putti policromi.

Appartamento del re

Come per gli spazi dedicati alla regina, anche questo l’Appartamento del re ha un’anticamera, una stanza da letto e un gabinetto. Particolarmente preziosi nella camera da letto il pregadio ed il medagliere di Pietro Piffetti della prima metà del Settecento. Tale area, come gli altri appartamenti, è collegata al salone principale della palazzina, ossia la sala degli Scudieri, ambiente pullulante di inestimabili affreschi.

Il salone centrale

Il salone centrale è il centro nevralgico, il fulcro dell’intero edificio. Esso si mostra come un grande ambiente ovale chiuso da una cupola chiusa da un soffitto a volta. La stanza è un tripudio di affreschi e tesori, ed sorretta da quattro pilastri. I lavori per la realizzazione di tali dipinti finirono nel 1733. Magnifici anche i quattro busti in marmo (Giovanni Battista Bernero, 1773), che sovrastano gli ingressi al salone e che simboleggiano quattro figure pagane inerenti alla caccia: Cerere, Pomona, Naiade e Napea.

Appartamento del duca di Savoia

L’Appartamento del duca di Savoia o Appartamento di Ponente (in opposizione allo speculare Appartamento di Levante) ospita le stanze che accoglievano Vittorio Emanuele, duca d’Aosta e figlio di re Vittorio Amedeo III. Subito sarete accolti all’ingresso da due statue che rappresentano Meleagro e Atalanta. Passate nelle due anticamere, decorate con affreschi, arazzi e mobilio di stile Luigi XIV e Luigi XV. Ecco quindi le due camere da letto del duca e della duchessa d’Aosta, preziosissime nei loro arredi.

Il giardino della reggia e la tenuta di caccia

Dopo aver visto la Palazzina guardate il suo giardino dove abbondano aiuole, parterres e viali,  Tale parco, racchiuso da un muro di cinta, fu opera dal francese Michael Benard (1740).

Quando visitare la palazzina: orari e prezzi

La Palazzina di Caccia Stupinigi è visitabile dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 17.30, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 18.30. Prezzi biglietti: 12 euro intero, 8 euro il ridotto (gratis per i bambini con meno di 6 anni).

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