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Sesto al Réghena, nella ‘Terra degli Abati’: cosa cedere nel borgo e dintorni

Sesto al Reghèna
Fonte Istock

Nella bassa pianura veneto-friulana, al confine con la Provincia di Venezia e a soli 25 km da Pordenone, sorge il suggestivo borgo Sesto al Réghena. Si tratta di un comune del Friuli-Venezia Giulia che supera di poco i 6.000 abitanti. Giunti qui, vi accorgerete subito di trovarvi in un luogo unico, originale e dall’alto tasso suggestivo. Non a caso, proprio per la sua peculiarità e bellezza, questo paese è stato inserito nel virtuoso circuito dei Borghi più Belli d’Italia. Non resta che andare a scoprire tutti i segreti di questo posto incantevole che in passato fu ‘terra degli abati’.

Sesto al Réghena: l’Abbazia di Santa Maria in Silvis

Sesto al Réghena è considerata ‘terra degli abati’, visto che la sua storia si è intrecciata profondamente con la comunità monastica. Non a caso nel paese è sorta la famosa Abbazia di Santa Maria in Silvis. Per visitarla bisogna transitare sotto Torre Grimani, di epoca rinascimentale. La costruzione fu fondata tra il 730 e il 735 (passò ai Benedettini nel 762), durante il periodo longobardo ed è una delle più importanti istituzioni monastiche del Friuli. Nell’899 dovette far fronte all’attacco degli ungari che la rovinarono. Tuttavia tornò a splendere nel X secolo, durante il quale fu anche fortificata. Dal 1441 al 1786 fu commenda e ritornò a essere abbazia nel 1921. Tra le innumerevoli preziosità che offre, magnifico è il vestibolo che è completamente affrescato con i cicli dell’Inferno, del Paradiso e di San Michele, opere risalenti al XV secolo circa e attribuite alla bottega di Antonio da Firenze.

Sesto al Réghena: i Prati Burovich e il Lago delle Premarine

Gli amanti del verde, delle passeggiate e delle pedalate, resteranno a bocca aperta nel vedere i Prati Burovich e il Lago delle Premarine. Essi si trovano subito fuori dal borgo, a poche centinaia di metri, in direzione ovest. Si tratta di 13 ettari di rara belelzza, testimonianza risalente ai secoli XVIII-XIX delle sistemazioni agrarie rurali della pianura veneto-friulana. Qui abbondano le essenze floreali e arboree autoctone. Il lago, invece, è frutto degli scavi effettuati negli anni Settanta del Novecento che sono riusciti a far confluire nella buca le acque sgorganti dal sottosuolo, dando vita a questo bacino lacustre artificiale.

Sesto al Réghena e dintorni: gite fuori porta consigliate

Sempre uscendo dal borgo e sempre a pochi passi, c’è la settecentesca Villa Fabris. Dello stesso periodo è anche Villa Freschi, che però si trova nella frazione Ramuscello, distante circa 8 km da Sesto al Réghena. Altra chicca nella zona circostante al centro del paese, è il paesaggio rurale, dove un occhio attento ed esperto non faticherà a vedere in certe zone la centuriazione romana dell’agro di Concordia. Ulteriore tappa ‘esterna’ al borgo, distante solo 5 km, è quella che porta all’antico mulino di Stalis, posizionato sul guado tra Friuli e Veneto. Consigliata anche la visita alla Chiesetta di San Pietro (secolo XII, in località Versiola, a 3,5 km), alla segheria del XVIII secolo a Bagnarola in Borgo Siega (a 6 km) e alla Fontana di Venchieredo (a 6/7 km), celebrata dallo scrittore Ippolito Nievo nel capolavoro letterario ‘Le confessioni di un italiano’. Buona gita!

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