Seborga: cosa vedere nel principato ligure

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Anche la Liguria ha una sua piccola San Marino. Si tratta dell’Antico Principato di Seborga. Nell’entroterra ligure, nella provincia di Imperia tra Ospedaletti e Bordighera, sorge l’incantevole borgo medievale di Seborga che con i suoi oltre 500 metri di altitudine domina il paesaggio circostante, con vedute mozzafiato sul Mar Ligure e sugli scenari naturalistici che impreziosiscono l’entroterra.

Un po’ di storia

Da un documento risalente al 954 si apprende che il marchese Guido, conte di Ventimiglia, avrebbe donato i territori di Seborga ai monaci benedettini dell’Abbazia di Lerino. Nel 1181 la Repubblica di Genova assunse il controllo delle isole di Lerino e dunque anche di Seborga. Nel 1696 Vittorio Amedeo II di Savoia desiderava acquistare i territori di Seborga ma la vendita fu conclusa solo trent’anni dopo, nel 1729. Il borgo, insieme alla Liguria, entrò a far parte del Regno di Sardegna nel 1815 e nel 1861 fu annessa al Regno di Italia.

Intorno al 1950 Seborga rivendicò la sua indipendenza dalla Repubblica Italiana, appellandosi al fatto che l’atto di annessione al Regno di Sardegna non può essere ritenuto valido. È così che nel borgo, dal 1963, viene eletto simbolicamente un principe. Esistono anche un Consiglio della Corona e un Corpo di Guardia del Principato, anche se di fatto l’indipendenza e lo stato di principato di Seborga non vengono riconosciuti dall’Italia che, ovviamente, ne ha il pieno controllo.

Come arrivare

In auto si percorre l’Autostrada dei Fiori A10 fino all’uscita Bordighera per poi proseguire sulla Strada Provinciale 57 in direzione Sasso di Bordighera e Seborga.

Cosa vedere

Architetture religiose

Nel centro del paese sorge la Chiesa di San Martino, costruita all’inizio del 1600 e dedicata a San Martino di Tours. La facciata barocca, restaurata nel 2006, si presenta colorata su due ordini e ha un’ampia vetrata sopra al portone di ingresso. La Chiesa custodisce la statua lignea della Madonna con Bambino risalente al XVI  secolo e un antico calice del 1575. Sulle pareti ci sono opere seicentesche e due statue di San Martino e San Sebastiano. All’ingresso del paese si può invece ammirare la Chiesa in pietra dedicata a San Bernardo di Chiaravalle. Qui avvengono celebrazioni ufficiali di carattere politico e religioso.

Architetture civili

Tra le architetture civili si segnala Palazzo dei monaci così chiamato perchè un tempo fu dimora dei monaci che venivano in visita in paese. All’interno del Palazzo, oggi dimora privata, si trova ancora un locale che un tempo era adibito a sede della zecca seborghina, dove vennero coniati i luigini. Sulla facciata si può vedere lo stemma di Seborga, concesso dal re di Sardegna nel 1760. Il palazzo comunale ospita invece il Museo degli antichi strumenti musicali che conserva circa 200 pezzi provenienti da una collezione privata.

Altre cose da vedere

Il centro di Seborga, tra i suoi stretti vicoli, conserva ancora le quattro porte che un tempo davano accesso al paese e che avevano carattere difensivo. In realtà della porta nord restano solo i cardini, mentre sono ancora ben visibili la Porta di San Martino, quella di San Sebastiano e la Porta del Sole. Il centro del paese è costellato poi di vari monumenti che raccontano la storia del borgo e dell’Italia: dal monumento ad Umberto I re d’Italia al monumento ai Caduti delle due Guerre Mondiali.

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