Sant’Agata dei Goti, la Perla del Sannio

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E’ un panorama suggestivo quello che si presenta a chi raggiunge Sant’Agata dei Goti dal ponte che sovrasta il torrente Martorano. A strapiombo su un costone di tufo sorge questo splendido borgo. Bandiera arancione del Touring club Italiano e parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Al visitatore distratto e frettoloso Sant’Agata potrebbe sembrare un piccolo paesino sospeso nel tempo senza altro da ammirare se non il centro storico ricco di chiese e affreschi. In realtà gli abitanti hanno saputo valorizzarne il grande patrimonio enogastronomico, facendolo diventare volano del turismo locale.

Il centro storico: la via delle chiese

Il centro storico a forma di semicerchio è lungo appena un chilometro e si snoda intorno alle due vie principali. Subito evidente la presenza di numerosi edifici religiosi. Appena superato il ponte sul Martorano, si incontra sulla destra la Chiesa romanica di San Menna. Al suo interno un vero tesoro: il pavimento a figure geometriche, realizzato dai Cosmati, famosi marmorari laziali. Si tratta probabilmente del più antico mosaico cosmatesco del Meridione d’Italia.

Proseguendo vero Largo Annunziata, incontriamo la Chiesa dell’Annunziata. Nei secoli ha subito vari interventi che ne tradiscono l’impianto “misto”, ma l’edificio si può definire principalmente gotico.

Riprendendo la direzione del ponte, si prosegue alla sua sinistra, verso il centro storico vero e proprio. Pochi passi e si incontra un’altro gioiello architettonico, Sant’Angelo in Munculanis, con le due colonne longobarde a sorreggere il campanile.

Proseguendo su via Roma, si incontra la Chiesa di S.Maria di Costantinopoli, con l’attiguo monastero dal portale settecentesco. Superati i portici, la strada si restringe, fino a raggiungere Piazza Umberto, dove campeggia la statua di Sant’Alfonso dei Liguori.

Il percorso alla scoperta delle Chiese termina con il Duomo dell’Assunta, sorretto dalle 12 imponenti colonne con capitelli corinzi.

Il vaso del desiderio: “il Ratto d’Europa”

Sant’Agata può vantare uno dei ritrovamenti più importanti della pittura vascolare. Il vaso di Assteas ha avuto un percorso davvero travagliato. Ritrovato negli anni ’70 da un contadino nei territori di Saticula, giunge in California dopo essere stato venduto al Paul Getty Museum. Il cratere a calice con figure rosse rappresenta il rapimento della principessa fenicia Europa da parte di Zeus. Si tratta di una delle più importanti opere non solo del noto artista di Paestum, ma è addirittura ritenuto il vaso più bello al mondo. Il suo lungo percorso, passato anche attraverso le maglie della criminalità, lo ha portato a Napoli, Roma, a Paestum e, per un breve periodo, nella sua terra d’origine. Oggi il vaso è in esposizione presso il Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino di Montesarchio, a circa mezz’ora da Sant’Agata dei Goti.

Cantine Mustilli: alle origini della Falanghina

Nel Palazzo Rainone-Mustilli, dimora storica del XVII sec. sorge l’azienda Mustilli. In questo splendido palazzo la storia di una famiglia si intreccia con la produzione di pregiati vini e con la conservazione del ricco patrimonio gastronomico locale.

L’avventura comincia nel 1979 quando la famiglia Mustilli vinifica e imbottiglia la prima Falanghina, facendola diventare uno dei vini bianchi più apprezzati in Campania e fuori. Tutto avveniva nel centro storico di Sant’Agata, nelle antiche cantine della dimora scavate nel tufo. Oggi la falanghina è vinificata in uno stabilimento moderno, ma è possibile visitare le cantine del palazzo di famiglia. Presso la dimora ora sorge anche un agriturismo, dove la tradizione gastronomica locale è abilmente reinterpretata e accompagnata dai vini DOC dell’azienda.

Il patrimonio gastronomico di Sant’Agata dei Goti: non solo vino

Sant’Agata dei Goti ha fatto della riscoperta e conservazione dei sapori locali uno dei suoi punti di forza. Lo testimoniano perfettamente le piccole trattorie, ristoranti e agriturismi che con passione portano avanti la tradizione eno-gastronomica del luogo. Molti dei locali sparsi per il centro storico conservano le antiche cantine dove si lasciava invecchiare il vino.

Gnocchi, cavatelli, carni alla brace nonchè numerosi prodotti dell’orto, marmellate, confetture e miele di qualsiasi varietà. Queste sono solo alcune delle prelibatezze che è possibile assaggiare. Il tutto condito da un ottimo olio extra vergine di oliva. di cui Sant’Agata vanta una ricca produzione. La mela annurca coltivata in zona è una delle varietà più pregiate della Campania. E’ la regina del piatto principale del borgo: le mappatelle all’annurca, una pasta con ripieno di mela e altri prodotti tipici locali.

Sagre ed eventi

Un lungo tappeto di fiori invade le strade del borgo, con scene a carattere sacro, figure geometriche o astratte. I maestri infioratori realizzano queste vere e proprie opere d’arte con i petali raccolti dai fedeli. L’Infiorata si svolge ogni anno a giugno in occasione del Corpus Domini.

Le sagre sono tra gli eventi più caratteristici del calendario estivo di Sant’Agata. In queste occasioni è possibile gustare tanti prodotti tipici locali, accompagnati dal buon vino e dalla buona musica. Le più frequentate sono la Sagra della brace che si tiene a giugno e quella di Gnocchi e cavatelli che si svolge ad agosto.

Sant’Agata e dintorni

Sant’Agata è un piccolo gioiello incastonato nella cornice naturalistica della Valle Caudina. Siamo ai piedi del Monte Taburno, un massiccio calcareo che ospita numerose specie di mammiferi e uccelli. Nel Parco Regionale Taburno-Camposauro è possibile fare passeggiate naturalistiche lungo i sentieri consigliati e fermarsi in una delle tante aree di sosta per picnic.

Sulla strada che da Maddaloni porta a Sant’Agata è possibile ammirare un’opera architettonica di valore inestimabile: l’acquedotto Carolino. Realizzato da Vanvitelli su commissione di Carlo di Borbone, nacque per alimentare il complesso di San Leucio e la Reggia di Caserta, che si trovano a soli 40 minuti da Sant’Agata dei Goti. 

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