Route 66: viaggio lungo il mito Americano

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Route 66 oggi è sinonimo di magia, di nostalgia, di eroi belli e dannati, di paesaggi mozzafiato. Quando fu costruita, però, nel 1926 doveva servire solo a collegare più rapidamente il centro degli Stati Uniti con la costa ricchissima della California. Era una strada a percorrenza veloce che doveva favorire l’emigrazione di massa dei contadini devastati dalla Grande Crisi verso Los Angeles e San Francisco.

Nonostante sia stata completata nel corso di dieci anni (fino al 1938 rimase addirittura sterrata!), fu immediatamente utilizzata da migliaia di famiglie che fuggivano dalla carestia e dalla disperazione verso la speranza di un lavoro in California. Fu una strada che conobbe storie di emarginazione, razzismo, ingiustizia… ma anche di grandi fortune. Paradossalmente proprio il grande utilizzo di questa per andare in cerca di ricchezza portò la ricchezza ai paesi e alle città che sorgevano lungo di essa.

Celebratissima da musica, letteratura e cinema, nonostante sia stata sostituita dalla IHS Highway nel 1985, la sua fama  e il suo mito sono rimasti talmente forti nel tempo da averla trasformata in un museo all’aria aperta. Una sorta di “via francigena” americana, da percorrere almeno una volta nella vita come catarsi personale. Da allora si chiama Historical Route 66 e potete ancora provare il brivido di conoscerla. Partendo da Chicago per arrivare a Santa Monica, nell’area metropolitana di Los Angeles lungo i 3.755 km più famosi delle Americhe.

Route 66 strada
Fonte Istock

Route 66, Celebrazione di un Mito

La maggior parte dei lettori del mondo ha conosciuto la Route 66 grazie al romanzo di John Steinbeck “Furore” che a fine anni Quaranta del secolo scorso narrava le vicende drammatiche di una famiglia dell’Oklahoma diretta a cercar fortuna in California. Questo romanzo, una sorta di “Malavoglia” americano, si svolge per lo più proprio lungo la famosa strada che qui però viene chiamata “strada madre“.

Oltre a Steinbeck, altri scrittori che raccontarono di questo mito sono stati Jack Kerouac con il suo “On the Road” (1947) e ancora Michael Zadoorian con “In Viaggio Contromano”, Cormac McCarthy con “Non è un Paese per Vecchi”. Allo stesso modo il cinema l’ha celebrata nella trasposizione dei romanzi che abbiamo citato, ma anche la musica ha voluto regalare le sensazioni di libertà di questa strada mitica con “The Ghost of Tom Joad” di Bruce Springsteen, “Dust Bowl Ballads” di Guthrie, ma perfino l’italianissimo Fabrizio De Andrè nell’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”.

Route 66: da Chicago a Oklahoma City

Bisogna trovarsi nel cuore dei grattacieli di Chicago per scoprire, quasi per caso, un segnale stradale turistico che vi informa: la Route 66 Inizia Qui. Siete all’incrocio tra due vie principali del centro di Chicago, dove Jackson Boulevard e Michigan Avenue si incontrano, ma potete trovare un cartello simile anche davanti allo Art Institute. La cartellonistica indica di fatto il tratto di Route 66 che attraversa il cuore della città ma seguendolo e uscendo fuori a Chicago potrete cominciare il vostro lungo cammino. Nel frattempo visitate la bellissima metropoli del Midwest, con le sue torri, il lago Michigan, i musei e la monorotaia.

Non lontano dalla prima tappa, trovate una grossa città che si chiama Springfield – proprio come la città del famoso cartone animato “I Simpson”. Negli Stati Uniti ci sono moltissime città con questo nome quindi non sappiamo se quella di Homer e Bart Simpson sia davvero questa, certamente è la più famosa proprio perché toccata dalla famosa route. A Springfield visitate la Casa di Lincoln, che era nativo di qui, e anche il museo dedicato ai pionieri.

Dopo Chicago la città più popolosa di questo tratto di Route 66 è St. Louis, che si trova già nello stato del Missouri. Vi accoglierà con i suoi monumenti storici come il Gateway Arch, il gigantesco arco d’acciaio che fa da “porta” verso il West, ma anche con i bellissimi mosaici della sua cattedrale cattolica. Lasciata St. Louis incontrerete lungo la via una ennesima Springfield ma meno interessante, dispersa in una pianura senza fine, e poi entrerete in Oklahoma. Passerete dalla tomba del Grande Capo Geronimo e arriverete a Tulsa, cittadina molto fiera delle proprie origini Cherokee che espone anche in un noto museo. Da qui, la direzione è Oklahoma City.

Route 66: dall’Oklahoma alla California

Oklahoma City è una città che oggi rispecchia il mito del west per eccellenza, i Cow Boys. Ma in passato soffrì moltissimo la povertà e la carestia e a metà del XX secolo si era quasi svuotata a causa della continua emigrazione. Paradossalmente fu proprio la Route 66 che, se da un lato portava via la sua popolazione, invitava chi rimaneva a investire su questo traffico di migranti costruendo hotel, ristoranti, officine meccaniche lungo il percorso.

Fonte Istock

Grazie alla stessa strada, quindi, la città ha potuto risollevarsi dal dramma. Oggi Oklahoma City accoglie i turisti con i musei dedicati al vecchio West e con le trattorie dove si può gustare il classico pasto da cow boys: bistecca doppia e zuppa di fagioli! Proseguendo verso ovest, si entra per qualche chilometro nel territorio del Texas. Siamo lontani dalle città grandi e famose ma incontrerete luoghi come Texola, Shamrock, il Museo dei Pionieri del West e Amarillo con la sua assurda installazione delle Cadillac conficcate nel terreno del deserto!

Prossima tappa è il New Mexico, dove potrete ammirare le architetture spagnole di Santa Fé, la città fantasma di Glenrio, la città vecchia di Albuquerque, ma anche Los Alamos famosa per le famose battaglie contro gli indiani e per i tristi esperimenti di bombe nucleari. Andando avanti si entra in Arizona. Passerete dal Petrified Forest National Park, da Flagstaff e dal mitico Grand Canyon. Il famoso deserto roccioso vi introdurrà allo stato del Colorado e alle luci folli di Las Vegas. Se non volete tentare la fortuna o ammirare le cappelle dei matrimoni usa e getta, proseguite oltre la catena montuosa delle Rocky Mountains ed entrate in California.

Fonte Istock

Le Spiagge di Los Angeles

La Route 66 termina a Los Angeles e qui c’è un mondo intero da vedere: Hollywood con il suo cuore pulsante di artisti bohemien, con gli Studios cinematografici e i localini notturni; Beverly Hills, la città dei ricchi, con le ville dei VIP e i negozi da mille dollari a vestito. E ancora i grattacieli del centro storico, Disneyland – appuntamento immancabile – e infine le spiagge. Malibu, Venice (set della serie TV “Baywatch”) e infine Santa Monica dove fisicamente la Route 66 termina.

Qui potrete fare il bagno, surfare tra le onde, o soltanto prendere il sole sulla sabbia per chilometri, oppure pattinare sul lungomare e prendere un frullato o un banana split in una delle tante gelaterie che guardano l’Oceano. Magari vi sentirete un po’ Steinbeck, un po’ Kerouac, un po’ Guthrie e un poco come i protagonisti di “The OC”. E tutto questo grazie al mito della Historic Route 66.

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