Reggia di Caserta, guida a un palazzo da fiaba nel cuore della Campania

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Il profilo maestoso della reggia progettata da Vanvitelli si staglia nitido nel centro di Caserta, evocando un’atmosfera di sublime regalità. Lasciatevi intimidire dalle proporzioni gigantesche della geometrica facciata, per essere poi letteralmente travolti dai fasti e dallo splendore degli interni.

Non manca neppure un vero e proprio polmone verde, costituito dai ricchissimi giardini all’italiana e all’inglese, in un tripudio di acqua e fitta vegetazione dove ancora trillano gli uccelli e gracidano le rane. La Reggia di Caserta, proprio per la sua straordinaria bellezza e l’eccezionale testimonianza storica, è stata inoltre dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Un riconoscimento importante per un sito splendido in ogni stagione!

Informazioni pratiche sull’accesso

Se arrivate a Caserta in treno vi basterà seguire i numerosi cartelli che segnalano l’accesso al principale monumento dell’area. Se invece siete in macchina, magari in un viaggio on the road, e la reggia di Caserta costituisce solo una delle vostre tappe, il consiglio è di lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi vicini.

Oltre a godere di una maggiore sicurezza (in genere sono sorvegliati) potrete accedere al sito con pochi minuti a piedi, un fattore importante considerando i grandi spazi della Reggia, all’interno della quale dovrete necessariamente prevedere un discreto esercizio fisico. Il prezzo di questi parcheggi è, inoltre, generalmente piuttosto basso.

Lo scalone d’onore, ossia un accesso regale

Progettata da Carlo di Borbone su modello della Versailles francese, la Reggia di Caserta sfoggia una serie di sale incantevoli e lussuosissime. L’inizio del vostro tour sarà emozionante sin dall’entrata, ossia il superbo scalone d’onore, con una gigantesca rampa centrale spezzata da due laterali per creare un palcoscenico eccezionale.

Notate i grintosi leoni laterali, animali totem di questa architettura scenografica capace di imporsi come modello di riferimento per tutti i corrispettivi dei palazzi europei successivi. Il chiaroscuro e la preziosità dei marmi, la luce soffusa e la mirabolante cupola finiranno per gettarvi in completa sindrome di Stendhal.

reggia di caserta

Gli Appartamenti Reali, tra sale di rappresentanza e affreschi incredibili

Illuminate da colossali lampadari in bronzo, le sale della Reggia si susseguono in un labirinto di magnificenza. Soffermatevi sul soffitto del Salone di Alessandro, dove campeggia un mirabolante affresco tutto incentrato sul tema del matrimonio tra il giovane re macedone e la bellissima principessa orientale Roxane. Da non perdere anche i motivi neoclassici delle anticamere di Marte e Astrea, come pure la sontuosa Sala del Trono, illuminata da ben sei finestre.

Nell’ala della Reggia destinata agli appartamenti privati non mancate invece di osservare le finissime decorazioni di gusto rocaille dell’appartamento della regina Maria Carolina. Notevole per rarità dei libri conservati e per i curiosi affreschi egittizzanti è anche la Biblioteca Palatina, dove si conserva lo scrigno di letture regali, impreziosito da un’esposizione di vasi greci, in bellissime librerie in legno di mogano e noce.

Gli appassionati di cinema ricorderanno inoltre come proprio gli interni della Reggia siano stati scelti come set per alcune scene della saga di Star Wars (Episodio I –  La minaccia fantasma del 1999 e l’Episodio II – L’attacco dei cloni del 2002), dove sono stati riadattati ad ambientazione per il palazzo della regina di Naboo.

 

Il Presepe Borbonico, tra tradizione e innovazione

Il tradizionale presepe napoletano, così radicato nel cuore di tutti i cittadini di questa splendida città, fu innovato alla corte del re Carlo. Le damigelle d’onore, le principesse e le dame si affaccendavano infatti nella creazione di vestitini e accessori per pastori e altri personaggi di questo magniloquente presepe, tra i più grandi al mondo.

I giardini della Reggia, un vortice di verde

Per arrivare al giardino inglese, altra perla di questo monumento patrimonio dell’umanità, dovrete percorrere circa 3 km immersi nel rigoglioso verde del parco retrostante alla Reggia. In lontananza potrete già scorgere la solenne cascata che alimenta la serie di vasche, eccezionali per ampiezza e raffinate nella loro decorazione scultorea. Ammirate le carpe che nuotano serafiche in questo scenario bucolico, come pure la prospettiva sempre più intrigante tanto più vi allontanate dall’edificio.

Splendide anche le statue alloggiate nelle nicchie ricavate dalle siepi, in un continuo scenario di sorprese artistiche capace di stupire anche il visitatore più scettico. Se volete risparmiare energie o non amate molto camminare, salite sulla pratica navetta subito dopo l’uscita dalla Reggia. Perderete certo parte del fascino di questo magico giardino, ma può essere un’opzione vantaggiosa se si ha qualche difficoltà a muoversi o se non avete molto tempo a disposizione. Prima di lasciare la reggia, infatti, è assolutamente necessaria una passeggiata nel particolarissimo giardino inglese!

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Il giardino inglese, tra finti ruderi e piante esotiche

Questo tratto del parco della Reggia di Caserta meriterebbe anche da solo una visita, sia per l’estremo fascino che lo contraddistingue, sia per le complesse orchestrazioni custodite al suo interno. Le cosiddette “Follies” infatti dovevano divertire, stupire e intrattenere i reali, anche se più di qualcuno ha letto queste scenografiche costruzioni come riferimenti al mondo massonico.

Seguite le indicazioni per il Bagno di Venere e il Criptoportico e lasciatevi sedurre dal dedalo di sentieri che vi condurrà in uno scenografico laghetto, impreziosito dalla presenza di una statua di Venere nuda e accovacciata. L’atmosfera è magica, arricchita da piante esotiche e rare, ma lo spettacolo diventa puro quando si accede al Criptoportico. Qui è infatti simulato un ambiente romano, ricostruito a mo’ di rudere, con tanto di statue, pavimento divelto e soffitto lacerato dal quale penetra la vegetazione. Sembra di trovarsi nel bel mezzo di un set cinematografico, oppure di aver appena scoperto una civiltà dimenticata e sepolta!

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Da novelli Indiana Jones esplorate questo luogo magico come devono aver fatto gli increduli visitatori del Settecento, forse anch’essi talmente frastornati da questo scenario da credersi catapultati a Pompei o Ercolano.

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Nelle vicinanze: l’acquedotto Carolino

Costruita da Vanvitelli per portare acqua alla Reggia (e non solo), questa monumentale opera idraulica spicca per dimensioni e geometria. Lungo 38 km e per lo più sotterraneo, l’acquedotto Carolino svetta maestoso in corrispondenza del famoso ponte costituito da 67 pilastri e archi.

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