Passo dello Stelvio

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Non è un monumento ma è come se lo fosse. Ha visto passare la storia, ha fatto la storia, ed è attualmente detentore di un record: il valico automobilistico più alto d’Italia (2758 metri), e il secondo più alto d’Europa. Parliamo naturalmente di Passo dello Stelvio, un varco tra le Alpi che non è soltanto una strada ma un mondo particolare. Vi sorprenderà per le forme, per i paesaggi, per la storia e perché attraversarlo fa sentire uniti al mondo, non divisi.

Il Passo copre il territorio di due regioni, Trentino-Alto Adige e Lombardia, e i comuni di Bolzano e di Sondrio. Si apre tra le pareti rocciose delle Alpi Retiche e per alcuni chilometri sconfina in Svizzera prima di tornare in territorio italiano. È stato costruito nel XIX secolo e da allora è stato uno dei collegamenti più importanti tra Italia e resto d’Europa. Impariamo a conoscerlo insieme.

Storia del Passo dello Stelvio

In piena dominazione austriaca, l’imperatore Francesco II ordinò la costruzione di un più rapido collegamento tra l’Austria e le colonie italiane. L’incarico lo ebbe un architetto di Sondrio, Carlo Donegani, nel 1822 e l’opera fu portata a compimento nel 1825, cioè appena tre anni dopo.  La strada, per la sua vitale importanza commerciale, doveva essere difesa e furono quindi costruiti tre fortificazioni: forte Gomagoi, forte Kleinboden, forte Weisser Knott.

Tutti e tre sono ancora esistenti e visitabili. Teatro di gravi scontri durante la I Guerra Mondiale, rimase all’Italia dopo il conflitto e nel 1928, con la costruzione della Statale 38 venne ampliato e migliorato per arrivare all’aspetto che conosciamo ancora oggi. Tutto l’iter della costruzione di questa importante strada è raccontato al Museo che sorge proprio al valico e che potete visitare tutti i giorni.

I tornanti

Innumerevoli fotografie  immortalano i tornanti dello Stelvio, impressionanti curve a gomito che si susseguono quasi a scala su e giù per le montagne. Essi fanno parte della struttura pensata per il Passo e sono in tutto 88, di cui 40 sul lato lombardo del valico e 48 sul lato altoatesino. Il punto più alto del Passo è Rifugio Pirovano a 3.028 metri ma si raggiunge solo a piedi, lasciando l’auto al punto asfaltato più elevato dello Stelvio e seguendo poi il sentiero. Nel periodo invernale, tra ottobre e maggio, il Passo resta chiuso per motivi di sicurezza a causa del gelo sul manto stradale.

Città dello Stelvio

I centri più importanti che ruotano intorno all’attività del Passo dello Stelvio sono: Bormio, in Lombardia, e Prato allo Stelvio in provincia di Bolzano.Bormio conta meno di 5000 abitanti, una graziosa chiesa collegiata, un oratorio in stile romanico e una piazza medievale rimasta quasi intatta da allora e che porta un nome tedesco – il Kuerc – dove si svolgevano adunanze e condanne a morte.

Prato allo Stelvio, o in tedesco Prad am Stilfserjoch, nonostante il nome si trova molto più a valle rispetto al Passo ma comunque all’interno del Parco Nazionale che da quello prende il nome. Paesino sparso tra verdissime pianure e boschi fitti, offre tra i pochi monumenti l’interessante Castello Montechiaro (XIII secolo), una chiesa dedicata a San Giovanni e il centro museale-parco a tema Acquaprad dedicato alla  fauna ittica, non solo di mare ma anche di lago.

In entrambe le cittadine è possibile praticare molti sport legati alla montagna e alla vicinanza con il Passo dello Stelvio, ad esempio: sci in inverno, ma anche in estate a certe quote, trekking, ciclismo e scalate.

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