Parma, dove la musica incontra arte e cibo

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L’imperatrice Maria Luisa d’Asburgo-Lorena, ancora oggi molto celebrata a Parma, amava dire che questa città era “un vero giardino”. Circa i suoi abitanti, invece, sottolineava come non fosse affatto difficile andarci d’accordo, “a patto di saper dar ragione all’interlocutore in una discussione a carattere musicale o gastronomico”.

Questi due aspetti, l’amore sia per l’armonia delle note che per l’eccellenza culinaria, sono ancora ben radicati in un territorio generoso e accogliente.

Tagliere al T-Cafè

Non è un caso che persino il New York Times abbia notato questo meraviglioso locale, in cui convivono serenamente dettagli antichi (notate le travi di legno del soffitto) e accenti contemporanei come la soffusa musica elettronica di sottofondo.

Ordinate un tagliere per assaggiare il rinomatissimo prosciutto di Parma, regolato in tutte le sue fasi di produzione da un rigidissimo disciplinare, imposto dal Consorzio a tutte le aziende. Solo grazie a questa attenta selezione si ottiene un gusto sempre dolce e delicato, inconfondibile! Per placare l’immancabile sete, provate un calice di frizzante lambrusco o un bicchierino di liquore alla violetta. Il tutto con gli occhi rivolti al magnifico Battistero, qualora riusciate a conquistare un tavolo all’esterno!

Tanta arte a Palazzo della Pilotta

Questo complesso di edifici, costruiti a fine Cinquecento e distrutti nel corso della Seconda guerra mondiale, ospita diversi musei. Immancabile la Galleria Nazionale, dove si conservano tanti dipinti di Correggio e Parmigianino, vere icone cittadine. Tra le opere su cui soffermarsi, è meravigliosa la languida “Schiava turca” del Parmigianino, con gli occhi sensualmente rivolti allo spettatore. Molto emozionante anche “La scapiliata” di Leonardo Da Vinci, un disegno in cui la morbida matita del maestro dà colore al soffice incarnato della protagonista.

Sempre intervallano della medesima struttura, è interessante visitare il Teatro Farnese, spesso sede di manifestazioni culturali. Quest’ambiente spettacolare è costruito interamente in legno e costituisce una delle architetture teatrali più straordinarie che il Seicento abbia mai prodotto.

Relax nel verde di Parco Ducale

La disposizione di tanti alberi secolari non è lasciata al corso della natura. Il Parco Ducale fu allestito sin dal 1560 con una studiata programmazione paesaggistica. Passeggiate tra le numerose sculture di J.B. Boudard (particolarmente amato è il gruppo del Sileno) o sostate nel chiosco. Se siete accompagnati dal vostro cane, è utile sapere che il parco è provvisto di un’area interamente dedicata a loro!

La storia della città nella splendida Cattedrale di Parma

La piazza dove si affaccia questo magnifico edificio vale già di per sé la visita. Uno spazio raccolto, bagnato dalla luce naturale che amplifica le venature rosa del marmo, carico di storia e sacralità. La scultura romanica si fonde perfettamente con la pittura rinascimentale, scaturendo in una delle testimonianze artistiche più rilevanti di tutta l’Emilia.

All’interno, lascia stupefatti la vertiginosa ascensione dipinta da Correggio: un turbinio di figure veleggia verso l’alto, le nuvole raffigurate sono così verosimili nel loro grigio gonfiore che sembrano sul punto di scatenare una tempesta, composizione e movimento sono fusi in un’abilissima messa in scena di illusionismo prospettico. Proprio al centro della cupola, notate la figura di Cristo, così audace e innovativa da esser stata persino definita “scandalosa”.

Più nascosto, ma ugualmente fondamentale per gli sviluppi dell’arte, è il capolavoro di Benedetto Antelami. La sua Deposizione, di stile gotico, impressiona ancor oggi per il grande senso di umanità che lascia trasparire. Mai come dinnanzi a quest’opera i confini temporali tra il 1178, anno dell’esecuzione, e la modernità sembrano svanire.

Un gelato speciale da Bianchini

Le porte di questo antico negozio schiudono un paradiso di aromi fantastici. Dal 1879 il laboratorio artigianale propone non solo ottimi gelati, ma anche una vasta gamma di dolciumi e cioccolata.

Per una pausa veloce, sono ottimi anche i “Biscotti della Duchessa”. La cioccolata fondente al 71% è esaltata da un pizzico di sale dell’Himalaya, per una golosa combinazione tutta da assaggiare.

Estasiarsi nella Camera di San Paolo

Altrimenti nota come Camera della Badessa, questo ex ambiente del Monastero parmense di San Paolo è uno dei tesori del patrimonio artistico italiano. L’effetto illusionistico della volta, con una lussureggiante vegetazione ad imitazione di un pergolato, è eccezionale. Tra questi festoni di piante si affacciano e giocano una serie di putti, mentre nelle lunette viene simulata la presenza di statue.

Il significato di questa meravigliosa rappresentazione, solo ad una rapida osservazione giocosa e frivola, allude invece ad una serie complessa di rimandi filosofici e morali, ancora non del tutto chiariti. Si è pensato infatti ad un’allegoria della caccia, come pure a un dotto rimando alle virtù della badessa che ne programmò la costruzione (nel 1519 fu proprio sotto la guida di Giovanna Piacenza, con già alle spalle dieci anni di superiorato, che Correggio fu incaricato di procedere all’affresco). Divertitevi a cercare di scoprire tutti i misteriosi rimandi di questa enigmatica pittura. Una volta all’esterno, sarà difficile dimenticare questo piccolo scrigno artistico!

Musica al Teatro Regio!

Gli amanti di Verdi si recano in pellegrinaggio a Parma, città indissolubilmente legata al grande compositore italiano. Un luogo molto evocativo è il Teatro Regio, dove si tiene annualmente un festival proprio in onore di questo personaggio. E’ possibile visitare la struttura anche senza necessariamente assistere ad uno spettacolo, con una tariffa d’ingresso davvero vantaggiosa. Per i più appassionati, è molto bello visitare anche la casa natale, a Roncole di Busseto: l’edificio è rimasto infatti immutato.

Nelle vicinanze: il labirinto della Mosone

Pochi sanno che tra Parma e Piacenza, in località Fontanellato, si trova il più grande labirinto di bambù del mondo, organizzato in una fittissima rete di corridoi in cui perdersi è tanto suggestivo quanto affascinante.

Questo parco culturale (all’interno contiene, infatti, una biblioteca, una cappella piramidale e un atelier) è stato voluto dall’editor e designer Franco Maria Ricci, da sempre appassionato all’idea stessa di labirinto. Dare vita a questo scenario leggendario significava, per questo stravagante mecenate, materializzare le parole del celebre scrittore Jorge Luis Borge, anch’egli affascinato da questa simbologia.

Una tappa eccentrica e scombussolante dunque, ideale per chi concepisce il viaggio (anche) come una ricerca personale, un po’ mistica e misteriosa!

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