Mantova da Palazzo Ducale a Palazzo Te

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Mantova, collocata sulla riva sinistra del Po, è quasi al confine della Lombardia, vicino a Veneto ed Emilia Romagna. L’ambiente all’interno del quale si inserisce è quello “della bassa”. Una porzione di terra a ridosso del fiume, caratterizzata da terreni impermeabili e quindi paludosi. A Mantova, il caratteristico laterizio rossiccio, accomuna la pace delle chiese e i merli e le torri di guardia che hanno ormai perso la loro funzione militare.

E’ una città a misura d’uomo, ideale per trascorrere una giornata circondati dall’arte e dalla buona cucina. Insieme alla vicina Sabbioneta (vedi sezione “nei dintorni”) è stata dichiarata nel 2008 Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La sua storia è molto antica. Si narra che qui nacque il sommo poeta Virgilio. Celebre infatti la locuzione latina “Mantua me genuit” traducibile letteralmente come “Mantova mi generò”. Attorno all’anno Mille ospitò Matilde di Canossa, periodo durante il quale la città cominciò ad acquisire splendore. Più avanti, con i Gonzaga, quattro secoli di lavori le conferirono l’attuale pregio.

Palazzo Ducale e Castello di San Giorgio

Il castello di San Giorgio è il primo edificio che si scorge arrivando a Mantova dalla parte del fiume Po. Un edificio imponente a pianta quadrata con ai vertici quattro grandi torri (una di esse ospita la famosa camera degli sposi), circondato da un fossato. Voluto da Francesco I Gonzaga, con il tempo perse la sua mera funzione difensiva.

Palazzo Ducale, di cui il castello rappresenta una minima parte, è una vera e propria città nella città. Più di 15 tra giardini e cortili si alternano ad un teatro, a una basilica e a numerosi appartamenti. Per quattro secoli i Gonzaga lavorarono al palazzo, ampliandolo e abbellendolo, non solo per la loro passione sfrenata per il bello, ma anche come segno e strumento di celebrazione del loro potere.

Vi lavorarono artisti illustri del calibro di Mantegna. Famosissima la sua Camera degli Sposi: un affresco che sfonda le barriere architettoniche della sala della torre in cui è collocata, ampliando gli spazi e creando incredibili prospettive. Un’unica rappresentazione ricopre tutte le pareti e il soffitto, un vero capolavoro. Degne di nota (e di visita) sono anche la Corte Vecchia, le sale affrescate dal Pisanello, la celebre Stanza del Labirinto, l’appartamento degli Arazzi. La visita completa dura circa un’ora e mezza e costa €12, ma ne vale la pena.

Mantova e i luoghi di Culto

Nella piazza antistante l’ingresso di Palazzo Ducale, si trova anche la Cattedrale di San Pietro. Ciò che colpisce è la varietà di stili che si sovrappongono e che ci permettono di ripercorrere la storia della città attraverso l’arte. Insieme alla Cattedrale di Sant’Andrea è uno degli edifici religiosi più importanti della città. Quest’ultima, opera di Leon Battista Alberti, insieme ad altri grandi nomi del calibro di Canova, Mantegna e Correggio, è famosa per custodire la reliquia chiamata il Preziosissimo Sangue: una parte di terra imbevuta del sangue di Gesù. Da osservare anche la grande cupola: oltre 80 metri di diametro.

Degna di nota è anche la Rotonda di San Lorenzo, ricalcante la forma del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Palazzo Te

Palazzo Te è senza dubbio una delle due più grandi attrazioni di Mantova, dopo Palazzo Ducale. Progettato da Giulio Romano, si ispirava alla villa romana antica. In effetti, dovrebbe chiamarsi proprio villa, trovandosi fuori dalle mura della città.

Commissionata da Federico II Gonzaga, non era solo un luogo dove egli potesse trascorrere momenti di pace lontano dal caos di corte, ma anche un modo per stupire gli ospiti e incantare l’imperatore Carlo V venuto per conferirgli la corona ducale. Il susseguirsi di sale, sapientemente decorate e affrescate, è un’ostentazione dei suoi interessi, primo tra tutti quello per i cavalli. Celebre, a tal proposito, è la Sala dei Cavalli, ma anche la Sala dei Giganti e quella di Amore e Psiche. Io ne sono rimasta affascinata e tornerò quanto prima ad ammirarli.

Per una visita più approfondita

Se doveste avere tempo per una visita più approfondita della città, ci sono alcuni altri luoghi che vale la pena visitare. Teatro Bibiena, dal gusto rococò, è costituito da un grande ambiente ligneo arricchito da velluto rosso. La serata inaugurale venne tenuta dal grande Mozart. Interessante anche la Torre dell’Orologio astronomico, visitabile.

Celebre anche Palazzo d’Arco, una dimora patrizia dove è ancora possibile osservare mobili, armi, ceramiche e strumenti musicali d’epoca. Palazzo San Sebastiano, recentemente ristrutturato, ospita un affresco del Mantegna oltre che il museo della città.

Merita una breve deviazione anche la casa del Mantegna, il cui cortile ha una forma davvero caratteristica.

Prodotti tipici mantovani

Mantova vanta una lista pressoché infinita di prelibatezze. Prima tra tutte la torta Sbrisolona: un dolce friabile con ingredienti ricchi come burro e mandorle. Numerose sono le pasticcerie presso cui acquistarla. Ci sono poi i famosissimi tortelli di zucca, il luccio in salsa e il riso alla pilota. Ci sono poi tutta una serie di prodotti, definiti “di nicchia” come il Tortello Amaro di Castel Goffredo e i Capunsei. La cucina di Mantova è stata definita “cucina di principi e di popolo”. Difficile identificarla con con quella lombarda, o veneta, o emiliana. Mantova fa storia a se.

Nei dintorni di Mantova: Sabbioneta

Sabbioneta, insieme a Mantova, dal 2008 vanta il titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Viene anche definita Piccola Atene. E’ la prima città moderna costruita secondo i canoni rinascimentali. Considerata al contempo sogno e utopia di un principe quattrocentesco desideroso di fermare il tempo, è una sorta di “città ideale” costruita dal nulla su modello delle antiche città romane.

Completamente circondata da mura, la città vista dall’alto ha la forma di una stella. Gli edifici al suo interno, in stile rinascimentale, sono completamente integri. Meritano una visita: Porte Monumentali, Gallerie degli Antichi, Palazzo Ducale, Teatro all’Antica e le chiese.

San Benedetto Po, poco fuori la città, è anche chiamata Cluny Lombarda o Montecassino del Nord. Un complesso realizzato da Giulio Romano, costituito da abbazia, chiostro, refettorio e sala del capitolo. Merita una visita.

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