La grotta della poesia, tra storia e leggenda

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A metà strada tra San Foca e Torre dell’Orso, a venti chilometri da mete turistiche affollate e alla moda come la famosa Otranto e, ancora, a 25 chilometri dalla barocca Lecce, sorge a Roca Vecchia, frazione del piccolo centro di Melendugno, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: la Grotta della Poesia.

Essa è una cavità corsica naturale modellata nei secoli dal Mare Adriatico, il cui tetto a un certo punto è crollato dando vita a un vero e proprio paradiso naturale che da decenni attira migliaia di visitatori.

Tra storia e leggenda

La storia che racconta questa grotta risale alla notte dei tempi e porta con sé storia di popoli antichi e sconosciuti, come quelli che nell’Età del Bronzo costruirono nelle adiacenze un fiorente centro cittadino, che più volte fu distrutto e altrettante ricostruito.

Le civiltà alla nascita e alla morte delle quali la Grotta ha assistito nei secoli riconobbero da subito la sacralità del luogo, eleggendolo posto di culto e incidendo le sue pareti con iscrizioni dedicate a divinità lontane.

Nel tempo il senso di queste iscrizioni è andato perdendosi e ha iniziato a prendere forma una leggenda secondo la quale una bellissima principessa era solita fare il bagno in queste acque, attirando così scrittori e poeti. Proprio alla sua bellezza erano dedicate le numerose iscrizioni e poesie che ne costellano le pareti.

Molti secoli dopo, nel corso di ricerche archeologiche, queste iscrizioni furono ritrovate e finalmente si fece luce sulle reali origini del luogo.

In realtà l’etimologia del nome deriva dal greco posìa, che vuol dire “sorgente d’acqua dolce”.

Poesia grande e poesia piccola

A voler essere precisi, le grotte sono due, quella della Poesia Grande e quella della Poesia Piccola, collegate tra loro da un tunnel. Un altro tunnel, percorribile per i più avventurosi, connette la grotta più grande al mare aperto, alternativa a un più canonico arrivo via terra.

Va precisato che non c’è la classica spiaggia sabbiosa, per cui deve piacere la roccia e lo scoglio e si deve necessariamente essere muniti di scarpe adatte, imprescindibili per poter effettuare tuffi (da un’altezza di circa cinque metri) e per poter poi risalire lungo il percorso che riporta in cima.

Turismo e sostenibilità

Configurandosi come una meta perfetta tanto per famiglie quanto per turisti un po’ più wild, la grotta è sempre molto affollata. Essendo però un luogo molto delicato e fragile, spesso il sito è stato chiuso proprio per preservarne la bellezza e l’unicità.

Chiaramente questi interventi si sono andati a scontrare con la sua fortissima vocazione turistica, la quale, come spesso accade, ha avuto il sopravvento.

Il turista che visita queste meravigliose piscine naturali deve essere dunque doppiamente sensibile: da una parte nell’apprezzare l’unicità e, appunto, la poesia del luogo, dall’altro nel proteggerlo e rispettarlo.

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