Karni Mata: il tempio indiano dove si venerano i topi

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Un luogo in cui i topi vengono venerati come divinità; questo è il Karni Mata, in India. Si tratta di un vero e proprio tempio, in Rajasthan, in cui i ratti vivono e vengono accuditi dai fedeli. Karni Mata si trova nel villaggio di Deshnoke a circa trenta chilometri da Bikaner, nella parte settentrionale del Rajastan, vicino al deserto che confina con il Pakistan. In questo tempio, conosciuto appunto come il Tempio dei Topi, vivono circa ventimila roditori considerati sacri e chiamati Kabbas. Il Tempio deve le sue origini alla venerazione di Karni Mata, una donna indù vissuta intorno al 1300 e considerata l’incarnazione della Dea Durga.

Le leggende legate all’origine del Tempio

Come sapranno i viaggiatori più esperti, in India ogni luogo votivo nasconde una storia tutta da scoprire. Qui la leggenda narra che Karni Mata chiese a Yama, il Dio della Morte, di riportare in vita il figliastro Laxman, tragicamente morto annegato in un lago. Il Dio rifiutò ma accettò di fare reincarnare il ragazzo in un topo. Un’altra leggenda invece racconta che ventimila soldati disertarono una cruenta battaglia e fuggirono a Deshnoke per invocare il perdono di Karni Mata. Questa, invece di punirli con la morte per il loro tradimento, concesse loro il perdono e li trasformò in topi, offrendo anche il Tempio come dimora.

Storia del tempio di Karni Mata

Fu il Maharaja Ganga Singh di Bikaner ad ordinare la costruzione del tempio in onore di Karni Mata. Finito intorno alla fine del XX secolo, il Tempio è stato costruito in stile Mughal che nasce dalla mescolanza tra l’architettura persiana, indiana ed islamica. Gli interni dell’edificio sacro sono impreziositi da numerosi marmi pregiati e sfarzose decorazioni in oro e argento.

Visita al tempio

Alcune raccomandazioni per i viaggiatori più coraggiosi che decidono di visitare il tempio di Karni Mata. Attenzione a non calpestare, ferire o, ancor peggio, uccidere uno dei topi del tempio. I sacerdoti potrebbero infatti chiedere di pagare in ora l’equivalente del peso della povera bestiola. Così vuole la tradizione. Chi invece riuscirà, tra le decine di migliaia di topi, a vederne uno albino potrà godere della benevolenza e della grazia della Dea. I visitatori possono offrire ai piccoli roditori delle polpette, in vendita all’ingresso del tempio, di cui pare siano particolarmente ghiotti. Come tutti i luoghi di culto è possibile fare offerte, che in questo caso si dividono in due categorie. La prima, detta Dwar Bhent, viene attribuita ai sacerdoti Charan mentre la seconda, Kalash Bhent, è di uso esclusivo per la manutenzione e lo sviluppo del Tempio.

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