Isole Eolie, le “sette sorelle” nel mare della Sicilia

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Sette isole, due vulcani attivi, più di 600mila visitatori ogni anno, una storia antichissima e paesaggi di struggente bellezza: benvenuti alle isole Eolie! Con i suoi colori intensi e le sue innumerevoli ricchezze naturalistiche, culturali e gastronomiche, l’arcipelago delle Eolie è uno dei più famosi d’Italia ma ciononostante, come tutte le terre dove comanda il mare e non l’uomo, ha mantenuto intatta la sua tipicità. Isola per isola.

Eolie, le “sette sorelle”

Le “sette sorelle” – così sono chiamate le Eolie – sono infatti patrimonio mondiale dell’UNESCO grazie alla loro varietà naturalistica, alla loro bellezza e ai fenomeni vulcanici che ne hanno forgiato colori e forme. Ciascuna isola ha un suo carattere peculiare. Se infatti Lipari è la più vivace delle sette, Panarea è quella più mondana. Filicudi è raffinata e un po’ spettinata, mentre Alicudi mantiene un fascino selvaggio e Salina un gusto più campestre. A Stromboli e Vulcano, invece, comandano ancora i vulcani.

Secondo la mitologia, il nome Eolie deriva da Eolo, il dio dei venti. Pare infatti che la divinità si fosse insediata su queste isole – per la precisione a Lipari – e da qui fosse in grado di prevedere le condizioni del tempo e di domare i venti. Inutile dire che la cosa lo rese assai popolare tra i pescatori locali, che dal mare e dai venti traevano il loro sostentamento!

Come raggiungerle

Oggi le isole Eolie sono apprezzatissime da turisti, viaggiatori e visitatori di tutto il mondo. Non si possono raggiungere direttamente in aereo perché nessuna delle isole è dotata di aeroporto, ma sono dotate di buoni collegamenti con traghetti e aliscafi dalla Sicilia, dalla Campania e dalla Calabria.

  • Da Milazzo (Sicilia). Milazzo, in provincia di Messina, è ben collegata con l’isola di Vulcano sia con aliscafi che con navi che permettono il trasporto delle auto. L’unica limitazione riguarda il periodo estivo, durante il quale può portare l’auto sulle isole soltanto chi è in possesso di voucher di permanenza di almeno 7 giorni. Da Milazzo partono la Siremar (aliscafi e navi), la Liberty Lines (aliscafi) e la N.G.I. (nave).
  • Da Palermo (Sicilia). Soltanto nel periodo estivo, la Liberty Lines effettua corse in aliscafo tra Palermo e le Eolie.
  • Da Napoli (Campania). La Snav effettua una corsa giornaliera in aliscafo da giugno a settembre con partenza da Napoli, mentre la Siremar collega Napoli alle Eolie due volte a settimana in nave.
  • Dalla Calabria. Durante i mesi estivi, anche dalle città della Calabria diverse compagnie offrono collegamenti con le isole Eolie (Tropeamar, Comerci, Salvadori, Foderaro).
Isole Eolie paesaggio
Fonte Shutterstock

Lipari, la più grande delle Eolie

Lipari è la più vasta e popolata delle isole Eolie. E’ grande 37,29 chilometri quadrati e ospita più di 10mila abitanti, sparsi tra il paese di Lipari e i più piccoli Canneto, Acquacalda e Quattropiani. Delle Eolie è la più cittadina, ma questo non le impedisce di essere comunque una bellezza selvaggia, fatta di mare blu e spiagge da sogno. Scegliete Lipari per il vostro viaggio alla scoperta delle Eolie se volete conoscere l’anima vivace delle “sette sorelle” e se cercate la natura intensa senza rinunciare a un minimo di movimento. Ma cosa fare durante il vostro soggiorno a Lipari? Eccovi alcuni spunti.

Cosa fare a Lipari?

  • Godervi le spiagge dai mille colori. Come tutte le isole di origine vulcanica, anche le spiagge di Lipari sono caratterizzate da colori cangianti ed effetti sorprendenti. La spiaggia di Acquacalda, ad esempio, è dominata da una montagna di pomice, ed è sempre la polvere di pomice a regalare il colore turchese alle acque della Papesca.  Anche la spiaggia di Pietra Liscia merita una visita, non fosse altro per il canyon candido che bisogna attraversare per raggiungerla! La spiaggia di Valle Muria, invece, è caratterizzata da ciottoli rossi e neri.
  • Un giro in paese. Il paese di Lipari, che porta lo stesso nome dell’isola, è il principale centro abitato dell’isola. Lo domina il Castello, con la sua possente cinta muraria, ma il vero cuore sono i vicoli caratteristici, con negozietti, botteghe e ristorantini. Meritano una visita anche la Cattedrale di San Bartolomeo e il Museo Archeologico Eoliano, così come una capatina nella piazzetta di Marina Corta.
  • Una foto dal Belvedere di Quattropiani. A soli quattro chilometri dal paese di Lipari, si trova la località di Quattropiani con il suo famoso belvedere. Preparate la macchina fotografica, perché da lassù il panorama è unico: si vedono addirittura le fumarole del cratere dell’isola di Vulcano!
  • Vedere le Terme di San Calogero. Si tratta dei resti di una struttura micenea, una struttura a cupola dotata di diverse vasche per i bagni termali risalente ai tempi greci e romani. Un tuffo nella storia, tra una nuotata e l’altra!
  • Provare il pane cunzatu. Uno dei piatti tipici della tradizione eoliana è proprio il pane cunzatu, cioè il pane condito con pomodorini, origano e capperi locali. Si possono anche aggiungere altri ingredienti tipici, come le melanzane o la ricotta, ma anche la versione “base” merita decisamente un assaggio.

Salina, isola del “vino dei vulcani”

Se Lipari è l’isola più cittadina, Salina la bilancia con il suo carattere rustico, verdeggiante. Seconda dell’arcipelago eoliano per grandezza, Salina è la patria d’origine della migliore qualità di Malvasia, il “vino dei vulcani” come la definì Guy de Maupassant. E’ infatti un’isola di vigneti e di capperi, terra ancora dalla vocazione contadina che ha mantenuto una sua tipicità nonostante la fama cinematografica: proprio qui furono girate infatti alcune scene del film “Il Postino”. Sull’isola si trovano tre abitati: Santa Marina (il centro principale), Leni e Malfa. Una curiosità? Salina deve il suo nome alla presenza di un piccolo laghetto di acqua salmastra, un tempo usato appunto come salina.

Panorama Isole Eolie
Fonte Shutterstock

Cosa fare a Salina?

  • Visitare la Pollara e la “casa di Neruda”. La Pollara, nei pressi di Malfa, è un luogo di suggestiva bellezza. Si tratta di un gruppo di case sparse sui resti di un cratere a picco sul mare e delle grotte scavate nel tufo e usate come ricovero delle barche. Qui si trova anche la casa rosa che nel film di Troisi costituiva la casa del poeta Neruda.
  • Vedere la spiaggia nera di Rinella. Non solo il borgo di Rinella è molto caratteristico, ma è anche coronato da una spiaggia a forma di mezzaluna dal colore scuro. Molto suggestiva!
  • I capperi di Salina, presidio Slow Food. Quando sarete a Salina, fate scorta di capperi! Sono prodotto tipico e presidio Slow Food, il che significa.. Che sono buonissimi! Dal gusto deciso e intenso, saranno il migliore ricordo dalla vostra vacanza alle Eolie.
  • Godervi Santa Marina, tra vicoletti e botteghe. Santa Marina, l’abbiamo visto, è il centro principale dell’isola di Salina e una visita la merita di certo. Relax dopo una giornata di mare, una buona cena a base di pesce e poi – perché no – un giretto tra i negozi di souvenir.
  • Noleggiare un motorino per visitare l’isola. Questo consiglio in realtà potrebbe valere per tutte le isole. Il motorino è un mezzo comodissimo per visitare tutta Salina e godere appieno dei suoi paesaggi verdeggianti.

Vulcano e le fucine di Efesto

La particolarità di Vulcano ce la racconta già lo stesso nome dell’isola. La terza per grandezza delle Eolie, infatti, ospita uno dei due vulcani ancora attivi dell’arcipelago ed è una terra selvaggia, aspra, dai forti contrasti. Vulcano era in passato conosciuta con i nomi greci di Therasia e Hierà, cioè “sacra”: era infatti sacra a Efesto (Vulcano per i Romani) e secondo gli antichi ospitava le fucine dove i Ciclopi forgiavano le armi per gli dei. Oggi amata soprattutto a chi cerca relax e cure termali.

Cosa fare a Vulcano?

  • Relax sulle spiagge nere dell’isola. La caratteristica principale delle spiagge di Vulcano è che sono… Beh, nere! Il merito va ovviamente alla natura vulcanica dell’isola. Le due spiagge più famose sono Gelso e Porto di Ponente, ma potete anche oziare nel mare caldo alla Spiaggia delle Fumarole.
  • Provare la Pozza dei Fanghi. Che i fanghi vulcanici e termali facciano bene è risaputo, e quelli di Vulcano non fanno eccezione. La pozza dei fanghi si trova vicino al porto di Levante ed è indicata per la cura di reumatismi, artrosi, distorsioni, allergie, infiammazioni respiratorie e problemi alla pelle. Il continuo afflusso di gas caldi fa sì che la pozza sia sterilizzata nonostante l’alta affluenza di visitatori. Solo un’accortezza: è meglio evitarla in caso di gravi patologie o in condizioni particolari, ad esempio in gravidanza.
  • Ascesa al Gran Cratere. Non solo relax, sull’isola di Vulcano. Per chi non desiderasse soltanto oziare tra mare e fanghi, c’è la possibilità di salire sul cratere principale tra le fumarole di zolfo: da lassù il panorama è uno dei migliori su tutte le sette sorelle.

Stromboli e il suo vulcano, la più escursionistica delle Eolie

Stromboli è la sorella gemella di Vulcano, ma un po’ più timida. Nonostante l’attività vulcanica permanente, infatti, Stromboli – la quarta delle Eolie per dimensione – è un’isola che resta un po’ defilata. La vanno a cercare soprattutto i viaggiatori amanti della calma, delle escursioni suggestive e della bellezza struggente, vibrante. Stromboli è la “perla nera” dell’arcipelago: solo due centri abitati – di cui uno raggiungibile solo via mare – e un vulcano che Dumas definì “gentile”, l’isola non è ancora preda del turismo massificato.

Cosa fare a Stromboli?

  • Una giornata a Stromboli. Il principale centro abitato dell’isola prende il nome dell’isola stessa. E’ qui che si concentrano le principali strutture ricettive per i turisti e, ovviamente, i negozi e i localini. Un consiglio? Andate a visitare la Chiesa di San Vincenzo e ammirate il panorama dalla piazza: il mare e lo sperone di Strombolicchio creano suggestioni indimenticabili.
  • Alla scoperta di Ginostra. Il borgo di Ginostra è il secondo (microscopico) centro abitato di Stromboli. Lo si può raggiungere solo via mare, ci si muove con i muli e vi vivono all’incirca 20 persone. Il villaggio, grazie alla sua bellezza, è stato inserito nei patrimoni dell’umanità UNESCO.
  • Visite al vulcano. Il vulcano di Stromboli è uno dei due attivi sulle Eolie ed è costantemente sotto osservazione. Per questo motivo e per ragioni di sicurezza, le visite escursionistiche sono su prenotazione e in presenza di guide vulcanologiche.
  • Una gita in barca alla “Sciara del Fuoco”. La Sciara del Fuoco è un pendio di cenere, lapilli e lava incandescente (se il vulcano è in attività) che scende fino al mare: uno spettacolo da non perdere!

Filicudi e Alicudi, le affascinanti selvagge delle Eolie

Filicudi e Alicudi non sono le più piccole delle Eolie – il primato spetta a Panarea – ma di certo sono le più selvagge e incontaminate. E se entrambe durante l’estate si riempiono di turisti a caccia di tranquillità, probabilmente sono la primavera e l’autunno le stagioni ideali per godersi il fascino silenzioso di queste due piccole perle. Evitate quindi Filicudi e Alicudi se cercate movida e detestate le mulattiere, ma sceglietele senza indugi se desiderate un soggiorno all’insegna di cieli stellati, natura mozzafiato e grandi silenzi.

Cosa fare a Filicudi?

  • Visitare i borghi. Sono solo tre: Filicudi Porto, Valdichiesa e Pecorini Mare. Qui troverete ritmi lenti, turismo rilassante e neanche l’ombra della vivacità mondana di altre sorelle più vip. A collegare i centri abitati è un’unica strada asfaltata, per il resto ci sono le mulattiere.
  • Alla scoperta della costa. Il tratto costiero di Filicudi è caratterizzato da un susseguirsi ininterrotto di mare spettacolare, scogli dalle forme bizzarre e grotte. Alcuni esempi? Pensate allo scoglio dell’Elefante, all’isolotto di Montenassari o alla grotta del Bue Marino… Tutti da scoprire.
  • Il paese fantasma di Zucco Grande. C’è qualcosa di più affascinante dei paesi abbandonati? Forse no, soprattutto se sono circondati da panorami di rara bellezza, come in questo caso.
  • Assaporare le bellezze dell’entroterra. Sul promontorio di Capo Graziano ci sono i resti di un villaggio preistorico, mentre se raggiungete il Monte Fossa delle Felci potrete godere di un panorama incredibile su tutto l’arcipelago. Infine, un consiglio per romantici: salite fino al belvedere di Stimpagnato, e fatelo al tramonto. Non ve ne pentirete.

Cosa fare ad Alicudi?

  • Godetevi l’assoluta calma dell’isola. Più di tutte le altre Eolie, Alicudi è l’isola per chi ama la calma, il silenzio, i ritmi antichi e genuini di una vita autentica.
  • Scoprire il gusto di camminare a piedi. Alicudi è indubbiamente la più selvaggia delle Eolie e questo si vede anche nel fatto che sull’isola non ci sono automobili né motorini: una vera e propria esperienza di slow tourism!
  • Imparare le costellazioni guardando il cielo stellato. Ad Alicudi non c’è illuminazione urbana e l’isola è così rustica e aspra da permettere una vista indimenticabile sul cielo stellato. Provateci! Sarà emozionante.
  • Salire sul Monte Filo d’Arpa (675 metri). Passerete lungo mulattiere impervie e supererete alberi di ulivi e piante di cappero, alberi di tiglio e di castagno.

Panarea, la chic

La più piccola delle Eolie è anche la più chic. Indiscussa meta del turismo VIP, è l’isola della mondanità e del divertimento, ma non per questo pecca in bellezza. Già, perché se da un lato Panarea vive di giorno quanto di notte, dall’altro le sue case bianche e le sue bouganvillee rosa sono una garanzia di paesaggi da sogno. Così come il suo mare. Tra aperitivi, party in terrazza e feste in barca, Panarea è la meta ideale per chi cerca una vacanza all’insegna della vivacità e del lusso.

Cosa fare a Panarea?

  • Perdetevi nei suoi vicoli. Per certi versi, Panarea ricorda un po’ le Cicladi greche. Vicoli candidi, esplosioni di fiori ai balconi e profumi di macchia mediterranea, l’isola ricorda un po’ una bella ragazza selvaggia.
  • Un tuffo a Cala degli Zimmari e a Cala Junco. Il mare di Panarea non ha nulla da invidiare a quello delle sei sorelle maggiori. Al contrario! Anche Panarea è isola vulcanica, e questo è evidente negli scogli e nelle formazioni rocciose che circondano queste splendide insenature.
  • Una camminata a Punta Milazzese. Il promontorio ospita infatti un villaggio preistorico risalente all’età del bronzo, segno del fatto che la piccola isola era abitata già da tempi antichissimi.
  • Il panorama da Punta del Corvo. Si tratta del punto più elevato dell’isola, da dove assaporare tutta la bellezza e la magia delle “sette sorelle”.

 

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