Consonno, il paese fantasma a due passi da milano

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Consonno si trova nel comune di Olginate, Lecco, ed è tristemente noto per essere diventato un paese fantasma. Nella mente visionaria del suo ideatore, Mario Bagno, avrebbe dovuto essere la Las Vegas della Brianza, ma oggi la verità è un’altra ed è bene diversa dalle aspettative.

La storia di Consonno

Consonno era un tipico borgo brianzolo arroccato sulle prealpi lecchesi. La popolazione viveva di agricoltura, artigianato e di quanto la montagna era in grado di offrire. Il terreno, così come gli edifici, erano in mano a poche famiglie che con l’avanzare del progresso tecnologico videro il paese spopolarsi.

Nel 1962 fece la sua comparsa nel borgo il conte Mario Bagno. Questi, dopo aver fatto costruire l’anno precedente una strada che lo collegava al paese di Olginate e averla donata alla comunità, si offrì di acquistare l’intero territorio. La sua idea, o almeno quella che espose ai pochi abitanti rimasti, era di rendere il paese un’attrazione turistica valorizzando la bellezza del territorio e la vicinanza a Milano.

In realtà, la strada aveva come unico scopo quello di permettere alle ruspe e ai camion di raggiungere il paese per demolirlo. Il progetto di questo imprenditore edile era infatti di realizzare una sorta di città dei balocchi lombarda, una Las Vegas della Brianza. Case e stalle, secondo quanto viene tramandato, vennero rase al suolo senza quasi dare il tempo alle persone e agli animali, di abbandonarle.

Consonno città dei balocchi

A Consonno il cielo è più azzurro, recava scritto uno striscione pubblicitario all’ingresso.

Nell’ambizioso progetto del Conte Bagno c’era la realizzazione di una vera e propria città dei divertimenti: un minareto, negozi in stile arabeggiante, cannoni e armigeri medievali, sale da gioco, da ballo e per le feste, sfingi egiziane e pergole cinesi, oltre al Grand Hotel Plaza.

pagoda a consonno
Foto di Beatrice Piselli

Gli oggetti arrivavano da tutto il mondo e rappresentavano periodi storici differenti. Basti pensare che l’ingresso sulla strada da Olginate era sormontato da un vecchio portone medievale presidiato da due armigeri in costume (poi sostituiti con due fantocci). Non potevano mancare campi da tennis, da calcio, da golf, di bocce e piste da pattinaggio, un luna park e uno zoo. Era previsto addirittura un circuito automobilistico, mai realizzato. Il paese era meta di novelli sposi in cerca di scatti particolari ma anche di personaggi e cantanti famosi che allietavano le serate.

La follia di Bagno era tale da spingerlo ad abbassare un monte dirimpetto al paese. A suo parere ostruiva la vista del Resegone e delle prealpi lecchesi e “in suo onore” venne chiamato Monte Mario.

Quello che però il conte Bagno non aveva messo in conto era la natura. Gli scavi e le demolizioni avevano infatti alterato l’assetto idrogeologico del territorio e nel 1976 una frana distrusse la strada principale. Pochi anni dopo egli la fece ricostruire, ma passato l’entusiasmo iniziale, il borgo venne abbandonato anche dagli stessi pochi abitanti.

Consonno oggi

Oggi dei fasti passati resta ben poco. Emergono dalla vegetazione che ha invaso tutta la zona, i resti della pagoda, di una tavola calda e del salone per le feste. Si staglia poi all’orizzonte il caratteristico profilo del minareto. Le condizioni di questo paese fantasma sono state rese addirittura peggiori da un rave party tenutosi nel 2007: gli edifici subirono gravi danni e i muri furono ricoperti da graffiti.

consonno graffiti
Foto di Beatrice Piselli

Del vecchio paese rimangono solo la Chiesa di San Maurizio e la casa del cappellano, nonché un piccolo cimitero.

Visitare il paese fantasma

Se state programmando una visita a Consonno dovete tenere in considerazioni alcuni aspetti. La struttura degli edifici è pericolante e una delibera comunale ne vieta l’ingresso. Tuttavia le recinzioni protettive presentano diversi varchi e non è difficile trovarvi visitatori.

Inoltre, ad eccezione della via principale, il paese è proprietà privata. Non c’è un punto ristoro, ad eccezione di alcune giornate particolari di festa in cui il paese torna a prendere vita.

Come raggiungere Consonno

Consonno è raggiungibile tutto l’anno dalla strada che parte da Villa Vergano di Galbiate. La strada, soprattutto nell’ultimo tratto è molto dissestata e conviene procedere con prudenza. Vi sembrerà addirittura di esservi persi perché anche il navigatore ad un certo punto finisce nel nulla, ma voi continuate. Vi ritroverete in uno slargo dove potrete lasciare la macchina.

Durante il fine settimana e nei giorni festivi è raggiungibile anche dalla strada di Olginate, percorribile durante tutto l’anno a piedi o in bicicletta.

1 comment on “Consonno, il paese fantasma a due passi da milano”

  1. Mario Bagno ricostruì la strada dopo la frana del 1967 ancora durante i lavori, mentre dopo quella del 1976 non fu ricostruita fino al 2008, quando a seguito del rave non c’era più molto da salvare. E di ciò si deve ringraziare il Comune

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