Civita di Bagnoregio: tutto quello che c’è da vedere

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Risulta facile premettere che Civita di Bagnoregio non è proprio un luogo convenzionale e neppure assomiglia a qualunque meta abbiate frequentato. Amena frazione del comune di Bagnoregio in provincia di Viterbo, occupa la cima di un aspro sperone tufaceo-argilloso della Valle dei Calanchi, originatasi in seguito a un vasto fenomeno di erosione.

Il fascino della “Città che muore”

Nella Tuscia, Civita è nota con l’infelice ma azzeccato nome di “Città che muore” vista la sua condizione di località sorta su un terreno estremamente precario che potrebbe un giorno dare adito al crollo del minuscolo centro abitato, udite udite, da 8 persone, rimaste dopo un massiccio spopolamento avvenuto nel corso dei secoli. Eppure, nonostante tutto e grazie alla sua mirabolante unicità, la frazione è inscritta nella prestigiosa lista dei Borghi più belli d’Italia e può essere raggiunta solo attraversando a piedi un ponte in cemento armato costruito nel 1965. I turisti la adorano per la sua fragilità strutturale, l’incanto vissuto tra i vicoletti, l’ebbrezza dei silenzi imperanti nel microscopico nucleo urbano e il panorama che si gode dai promontori sui quali s’imbastisce fin da quando, oltre 2.500 anni fa, la fondarono gli Etruschi.

strade di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio Cosa vedere

Vale davvero la pena dedicare uno, due o più giorni a questa meraviglia sospesa fra l’onirica delicatezza e la salace conditio morfologica. Facile perdersi piacevolmente tra le casette medievali, entro le quali s’incastonano monumenti cittadini come la Chiesa di San Donato con il Santissimo Crocifisso ligneo, il Palazzo Vescovile, la Porta di Santa Maria con i leoni scolpiti, la casa natale di San Bonaventura e il suggestivo mulino cinquecentesco di rurale memoria. Questo cantuccio ha sì 8 abitanti ma è tutt’altro che defunto, dati i tanti eventi che vi si svolgono, quali il natalizio presepe vivente, il curioso Palio della Tonna a giugno e settembre, il Tuscia in Jazz Festival a luglio e agosto e le diverse feste patronali con la Processione del Cristo Morto il Venerdì Santo.

Civita di Bagnoregio ristoranti e hotel

A Civita le attività di ristorazione riservano graditissime sorprese afferenti la bontà della cucina viterbese. Da visitare per un lauto pranzo o una cenetta intima l’”Alma Civita” in Via della Provvidenza, la trattoria “Osteria al forno di Agnese” in Via Santa Maria del Cassero e “L’arco del gusto” pochi metri più avanti, tre proposte veramente veraci per amanti delle letizie del palato. Per soggiornare e al contempo mangiare, le strutture preposte all’accoglienza del turista sono l’agriturismo “Le Corone” in località Corone, la “Locanda della Buona Ventura” in largo San Donato e l’antica residenza “Corte della Maestà” in Vicolo della Maestà.

Come arrivare a Civita di Bagnoregio

In automobile si arriva tramite la A1 con uscita al casello di Orvieto fino al Piazzale del Belvedere, dove si può parcheggiare prima di intraprendere la strada in salita a piedi che conduce al ponte di 300 metri collegante Bagnoregio alla sua mitica frazione. I bus turistici fermano invece in Piazza Battaglini, dove un ufficio informazioni è a disposizione degli avventori insieme e un bar e a un negozio di souvenir e prodotti tipici.

Nei dintorni

Sebbene sia davvero graziosa e suggestiva, Civita di Bagnoregio si visita tranquillamente in mezza giornata. Nei dintorni è possibile visitare Orvieto, oppure il Lago di Bolsena con Montefiascone. Poco più distante il capoluogo di provincia, Viterbo.

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