Buonconvento e i suoi castelli

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Il nome inganna, perché Buonconvento non ha niente a che vedere con i monasteri. Deriva dalla frase latina bonus conventus, cioè “felice incontro”, nonostante la storia di questo piccolo comune toscano si leghi invece a un terribile fatto di cronaca: la morte, per avvelenamento, dell’imperatore Enrico VII di Lussemburgo. Oggi, Buonconvento si presenta ancora con parte della cinta muraria medievale (costruita a sua difesa tra il 1371 e il 1383) e accoglie i visitatori con diversi bellissimi monumenti storici e musei di enorme interesse.

Le chiese di Buonconvento

Città molto ricca in epoca medievale, Buonconvento contava ben 32 villaggi sottomessi alla sua “podesteria”. Non stupisce quindi trovare ancora oggi molte chiese, legate spesso alle confraternite o ai conventi, e testimoni di una fede disseminata tra i piccoli e grandi quartieri. La chiesa di San Pietro e San Paolo, edificata nel XI secolo e poi ricostruita secondo lo stile barocco nel XVIII secolo, è il tempio più importante: dentro, un bellissimo organo e diversi affreschi arricchiscono le navate in stile eclettico.

Ai piccoli edifici sacri come San Lorenzo, Sant’Antonio o San Bartolomeo si contrappongono chiese sempre di dimensioni limitate ma di particolare interesse: Santa Innocenza a Piana, ad esempio, intatta nel tempo col suo stile gotico e la navata abbellita da affreschi del Trecento; San Lorenzo a Serravalle, con la facciata rossa e gli stucchi interni; il maestoso Oratorio della Misericordia, molti dei cui oggetti interni sono oggi esposti al museo.

I castelli

Accanto ai luoghi di culto, sopravvivono a testimonianza della grandezza medievale di Buonconvento numerosi castelli e antiche dimore: il Castello di frazione Bibbiano, che risale all’anno 850 e domina le collina con le sue alte mura merlate, il mastio centrale con una parte sopraelevata retta da archetti e loggette; Castelrosi, risalente al XI secolo che fu edificio difensivo fino al secolo XV quando divenne residenza privata, come è ancora oggi. Un po’ meno imponenti ma non per questo da sottovalutare i castelli di Piana, Percenna, Castelnuovo Tancredi.

La leggenda dell’Imperatore avvelenato

La storia di Buonconvento si lega a quella di Enrico VII di Lussemburgo, imperatore sceso in Italia per formare nuove alleanze. Nell’estate del 1313, il sovrano stava recandosi a Roma e fece sosta nel territorio comunale di Buonconvento: qui venne attaccato dall’antrace e per curare le piaghe che la malattia comportava subì una pesante terapia all’arsenico. Fu proprio la cura, paradossalmente, a ucciderlo.

In realtà la voce popolare aumenta e distorce un po’ tutto, per cui il fatto divenne leggenda e si parlò di intrighi di corte, di guerre di alleanza che avrebbero portato qualcuno a  versare il veleno nel vino dell’imperatore. Dove sia la verità, dopo tanti secoli, non è ancora chiaro ma il paese vive bene di rendita sul mistero di questo avvelenamento.

Come arrivare

Per arrivare in questo angolo di dolce relax toscano, l’aeroporto più vicino in cui atterrare è quello di Firenze da cui poi si prosegue con gli autobus o con la ferrovia Grosseto-Siena. Per chi viene in macchina,  autostrada A1 con uscite Firenze Certosa (se venite dal nord) oppure Sinalunga o ancora Chianciano Terme per chi viene dal sud.

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