Bali: l’Isola degli Dei

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La chiamano l’Isola degli Dei, e non è difficile immaginarne il motivo. Sto parlando di Bali, una delle 17mila isole dell’Indonesia, ma con un variegato paesaggio che dalle montagne passa per le colline e raggiunge il mare. E’ una delle destinazioni più importanti a livello mondiale perché accontenta tutti. Dai turisti in cerca di cultura agli esploratori per arrivare fino ai surfisti.

I Templi di Bali

Tramite il web già prima della partenza avevamo contattato una guida balinese parlante italiano, che per tre giorni è stata con noi e ci ha portato in giro su e giù per l’isola. Durante il primo viaggio ci ha raccontato quanto per i balinesi sia importante la religione induista, come pregano e venerano le loro divinità. Molto spesso capita di trovare, davanti ai tempi, alle case o anche per strada, dei piccoli cestini fatti con foglie di palma. Si tratta dei canang sari. In questi cestini, che vengono preparati ogni giorno, si mettono le offerte che possono essere fiori, frutta, ma anche monete e cibo. Viene poi acceso un bastoncino di incenso e si rivolgono le preghiere alle divinità. Tra i templi più belli da visitare vi consiglio il Tempio di Uluwatu. Aggrappato sulla scogliera della penisola di Bukit è conosciuto anche come “tempio dei surfisti”. Vedrete che oltre a piacervi la struttura del tempio resterete estasiati dal luogo in cui si trova e dalle onde altissime che si stagliano contro la roccia.

Il tempio di Pura Taman Ayun è molto grande e soprattutto vi regna un silenzio e un’armonia indescrivibile. Eppure al suo interno c’erano molti balinesi in preghiera. Come in tutti i templi i turisti possono entrare solo in alcune zone. Le parti sacre, dove ci sono i meru (le torri costruite a più piani in funzione della persona o della divinità alle quali sono dedicate), possono essere guardate solo da distante. Ma molto spesso a dividere i due luoghi – per i turisti e per i balinesi – sono dei muretti poco alti. Da lì è possibile fotografare e filmare i loro momenti di preghiera. A destra dell’ingresso si trova un’antica arena per i combattimenti tra galli, un’antica tradizione dell’induismo balinese ancora oggi praticata in qualche zona di Bali.

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Quando si vedono immagini di Bali molto spesso viene fotografato il tempio di Tanah Lot. Il più conosciuto, è situato su un isolotto roccioso nel Pacifico, di fronte alla costa meridionale di Bali ed è accessibile solo con la bassa marea. Bellissimo vedere come la roccia venga modellata dalle maree. Se il tempo lo permette vi consiglio di arrivare a questo tempio nel tardo pomeriggio per aspettare il tramonto e vedere il cielo dietro il tempio colorarsi di rosso e rosa.

Tirta Empul è il tempio delle sorgenti sacre. Qui ogni giorno molti balinesi seguono un percorso di preghiera che li porta anche a fare il bagno nelle vasche all’interno del tempio. Vicino al tempio c’è una sorgente naturale, da cui viene presa l’acqua per le vasche. Queste sono aperte a tutti, anche ai turisti, che però molto spesso si bagnano senza sapere esattamente quali siano i riti da effettuare.

Ulun Danu è il tempio che sorge sulle sponde del lago Bratan ed è completamente circondato dalle vette più alte dell’isola di Bali. Secondo la religione induista ha la funzione di proteggere Bali dagli spiriti maligni.

Infine vi consiglio un giro alla Grotta degli Elefanti. Goa Gajah è un importante sito archeologico indù. L’accesso alla grotta avviene attraverso la bocca demoniaca raffigurante il dio indù Bhoma. Sembra quasi simboleggi il passaggio in un mondo sotterraneo, stretto e buio.

In tutti i templi i turisti possono entrare, dopo aver pagato un biglietto che si aggira tra i 20 mila e i 30 mila rupie (circa 2 euro), e dopo aver messo un pareo e una cintura in vita che vengono distribuiti all’ingresso. Molto interessante è vedere le processioni dei balinesi verso i templi. Ogni clan si prepara e una volta che si parte le donne portano sulla testa le ceste con le offerte, mentre gli uomini suonano strumenti musicali.

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Foto: Elisa Zannoli

Le più belle spiagge di Bali

Se andate a Bali per fare mare potreste anche non essere soddisfatti. Le spiagge sono molto affollate, soprattutto di surfisti. Ma proviamo a fare un elenco delle spiagge più belle.

Balangan, dove si trovano tantissimi centri di surf che insegnano i primi rudimenti alle persone meno esperte. Bingin è la spiaggia più spettacolare di Bali. E’ una baia sormontata da scogliere molto alte che cadono a picco sull’acqua. È la spiaggia più amata dai surfisti poiché la bassa marea dura moltissimo e ci sono sempre onde spettacolari e molto difficili. Dreamland, cento metri di spiaggia bianca scoperta dai surfisti molti anni fa. Padan Padan è una delle spiagge più famose per i surf . Il paesaggio è meraviglioso perché la spiaggia è intervallata da grandi massi. Sanur è il posto giusto per chi ama fare immersioni. Amed è una spiaggia vulcanica di sabbia nera, e si trova esattamente sotto le pendici del vulcano Agung. Seminyak non è tra le migliori spiagge per il mare, ma è molto conosciuta per i locali.

Cosa offre Bali

Dopo i templi e un po’ di mare a Bali potete fare ancora un po’ di cose. Per esempio vi consiglio un giro nella Monkey Forest che si trova vicino a Ubud. Si tratta di una passeggiata tutta all’ombra dove è possibile incontrare le scimmie, dare loro da mangiare e fare molte foto. Le più carine sono quelle piccoline, più curiose, che si avvicinano e si lasciano toccare, oppure restano aggrappate alla mamma a prendere il latte. La foresta è molto bella, con ponticelli, alberi secolari e fontane.

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Foto: Elisa Zannoli

A Kedonganan si trova un mercato del pesce che vale la pena visitare. E’ attaccato alla spiaggia, dove in continuazione arrivano imbarcazioni con pesce appena pescato. Al mercato è possibile comprare ogni varietà di pesce, che verrà subito pulito e lavato. Dietro al mercato ci sono dei locali molto spartani, con una piccola spesa è possibile farsi cucinare il pesce appena acquistato sulle griglia. Buonissimo e da provare!

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Foto: Elisa Zannoli

Ubud è considerata il centro culturale di Bali. La pittura e l’arte tessile, le sculture tradizionali in pietra ed in legno e l’artigianato sono le arti per cui è famosa la città. Non è caotica come Kuta e già per questo può piacere di più, anche se negli ultimi anni il turismo è aumentato.

Kuta, invece, è una vera e propria “Rimini” balinese. Spiagge, locali, tantissimi negozi: a Kuta potete fermarvi a dormire perché anche gli alberghi a 5 stelle costano meno che in altre zone di Bali. Poi la sera avete solo l’imbarazzo della scelta sui ristoranti. A Kuta c’è qualsiasi cucina possibile e si mangia bene. Infine in varie zone dell’isola è possibile vedere uno spettacolo di danze balinesi. E poi le risaie Jatiluwih Green Land sono un altro posto da vedere. Verdi smeraldo si trovano in piccoli terrazzamenti dove con un buon teleobiettivo o un paio di binocoli è possibile scorgere i contadini mentre lavorano. Se avete tempo fateci un giro in mezzo: ci sono dei piccoli sentieri fatti apposta per camminarci. Qui le foto sono molto originali.  Infine vi consiglio anche la danza Barong a Ubud, noi non avevamo molto tempo, quindi siamo stati poco. Chi è interessato può seguire la danza in ogni suo aspetto grazie ad una dettagliata descrizione che viene data prima dell’inizio dello spettacolo.

Cosa mangiare a Bali

A Bali si mangiano soprattutto carne e pesce. Come vi dicevo prima a Kedonganan abbiamo mangiato pesce appena pescato, fresco e molto buono. E soprattutto economico: per 3 ,5 chili di pesce abbiamo speso poco meno di 20 euro! Vicino a Ubud, invece, abbiamo assaggiato il babi guling: maialino da latte arrosto ripieno di spezie locali. Una delizia. Loro accompagnano ogni portata con una cupolina di riso bianco, diverso dal nostro.

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Foto: Elisa Zannoli

Il riso può essere poi condito con alcune salse piccanti, oppure si mangia il nasi goreng: riso saltato con pesce, carne o verdure sul quale viene adagiato un uovo. Come frutta tipica balinese vi segnalo il jackfruit, il salak e anche lo snake skin fruit. Il primo è il più grande frutto da albero al mondo e ha un sapore tipo mango e ananas. Gli altri due sono frutti di una palma e hanno un sapore che li avvicina agli agrumi, al miele e all’ananas. E’ usanza aprire un cocco e berne il liquido all’interno. Molto buono, ma ce n’è tantissimo! I balinesi bevono acqua o birra (vino molto poco) e come digestivo l’arrack: un distillato di fiori di cocco. Io vi consiglio di assaggiare tutto perché molti sapori sono completamente diversi dai nostri e, purtroppo, sarà ben difficile sentirli in altre zone del mondo. Ricordatevi che il cibo deve essere consumato con la mano destra, ma cucchiaio e forchetta sono sempre presenti a tavola, mentre (ahimè) il coltello non viene mai messo. Raccontata così non sembra difficile mangiare senza posate ma provate ad aprire un granchio solo con le mani!! Ci ho messo un po’ di tempo, mio marito si è arreso quasi subito, io invece sono andata avanti e… ho vinto!!

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Foto: Elisa Zannoli

Come spostarsi a Bali

Il mezzo più utilizzato è il motorino. Non esistono autobus o corriere. Calcolate che Bali è un’isola senza autostrade o strade provinciali, quindi per fare da Nord a Sud (140 km) sono previste circa 4 ore di viaggio. Questo perché la velocità massima è di 60 km/h. Si passa all’interno di paesi e il traffico è davvero molto a qualsiasi ora del giorno. Il motorino è consigliato perché molto pratico. Sappiate che per guidarlo vi serve la patente internazionale e ricordatevi che hanno la guida a destra! Noi avevamo la guida balinese che ci veniva a prendere in albergo tutte le mattine con la macchina e ci portava in giro, questo per ottimizzare i tempi. Se avessimo affittato un motorino avremmo visto molto molto meno.

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Foto: Elisa Zannoli

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