Badolato, istruzioni per una vacanza slow tra cielo e mare

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Da dove vieni? Da Badolato. Dove scusa? Si, Badolato, in Calabria…Nasce così il legame con questo borgo e con la persona che me lo avrebbe fatto scoprire. Eh già, perchè prima del mio incontro con Roberto, questo paesino non aveva nome, nè identità e nemmeno un posto sulla cartina geografica. E invece, quando ci arrivi per la prima volta ti rendi conto del perchè i badolatesi non ne possono fare a meno, e perchè tutti i giovani e meno giovani che l’hanno lasciato per tentare altrove la fortuna, prima o poi ci ritornano.

Il Borgo degli Angeli: dove tutto scorre a ritmo più lento

Siamo a 30 km da Catanzaro, nella Riviera degli Angeli, su uno dei tratti costieri più belli di Italia. Spiaggia libera, sabbia bianca, mare cristallino e una biodiversità marina invidiabile. A Badolato turismo fa rima con sostenibilità, con recupero architettonico, con enogastronomia e soprattutto con relazione. Sì, perché se decidete di fare una vacanza a Badolato non sarà una struttura ricettiva ad ospitarvi, ma sarà il paese ad accogliervi. Qui si entra nelle case, si sta con le persone, si parla e soprattutto si mangia con loro, piano…molto lentamente. A Badolato siamo lontani dalla città, dalla frenesia, dal turismo di massa. Eppure tutto scorre: le cucine sono in piena attività, a seconda della stagione i contadini raccolgono le olive, le massaie stendono i pomodori al sole a seccare, i vignaioli vendemmiano, gli anziani raccontano e la vita marina continua, mentre i bagnanti si rilassano al sole.

Non solo mare: il Borgo e le chiese da non perdere

Una tortuosa strada conduce a 240 m sul livello del mare, su una collinetta posta tra due grandi valli che digradano dolcemente verso la costa ionica del catanzarese. Distaccata dal borgo, la prima delle 14 chiese che si incontra è quella seicentesca dell’Immacolata. Realizzata in stile bizantino, gode di una spettacolare posizione panoramica sulla costa ionica.

Risalendo il corso Umberto le strade cominciano a diventare più strette e il paesino comincia ad assumere sempre più i tratti del tipico borgo medioevale. Al centro la Chiesa di Santa Caterina conserva un affresco della Santa risalente al 1500. Pare che per evitare che l’opera fosse portata a Catanzaro per il restauro, le donne occuparono la chiesa costringendo i restauratori ad effettuare il lavoro all’interno della stessa.

Su una collinetta di fronte al borgo sorge il Convento di S.Maria degli Angeli. Qui si respira una calma assoluta e l’aria è invasa dal profumo della lavanda e del rosmarino. Una comunità di ragazzi, sfuggiti a un futuro quasi certamente triste, hanno ristrutturato il convento e provvedono alla sua cura.  Hanno scelto di rifugiarsi qui, lontani da qualsiasi forma di tecnologia. La loro giornata è scandita dal lavoro e dalla preghiera. Purtroppo ben poco resta della antica fortificazione di epoca medievale, delle mura di cinta, se non la struttura stessa del borgo, fatto di numerose e strette stradine che convergono nel punto più alto, dove era posto il castello.

La cultura dell’accoglienza: l’esempio di Badolato nel mondo

Arrivati nella piazza del borgo, ciò che immediatamente salta agli occhi è la presenza di numerosi stranieri. Famoso per tanti anni per essere stato “paese in vendita” a causa del suo progressivo spopolamento, Badolato è balzato agli onori della cronaca alla fine degli anni ’90 per aver accolto i profughi curdi in fuga dalle persecuzioni etniche. Primo e per tanti anni unico esempio di accoglienza spontanea. La comunità curda a Badolato è ormai scomparsa. Ben più presente, invece, la comunità danese e tante altre famiglie nordeuropee che, affascinate dalla vita “lenta” di questo borgo, hanno deciso di farne la propria casa.

La gastronomia: un mix unico di sapore, colori e aromi

L’incontro con il cibo a Badolato non poteva avvenire in modo migliore. Alle 23:00 di un giorno qualsiasi, stremati dal viaggio su una Salerno-Reggio Calabria in cantiere perenne, la signora Iole ci accoglie con una tavola imbandita all’inverosimile. La sua numerosa famiglia, per non essere scortese, aveva atteso il nostro arrivo per cenare. Baccalà, melanzane, scarole, olive, formaggi di ogni genere e salumi a volontà. Rifiutare qualsiasi cosa è severamente vietato. Ci spiegano che qui non ci sono tanti piatti tipici, ma un’infinità di prodotti tipici. Il principe della tavola è il maiale: qui il vecchio adagio “Del maiale non si butta via niente” non è solo un modo di dire.

Il mercatino rionale che una volta a settimana si tiene nella frazione marina è un’esperienza olfattiva e gustativa imperdibile. Pomodori, origano, salsicce, formaggi, fichi, arance e l’odore pungente dell’olio sono ancora un vivo ricordo.

Perchè a Badolato non si va solo d’estate

Il mare cristallino e la grande spiaggia di sabbia fine, non ancora invasa da ombrelloni e lettini privati,  sono sicuramente motivi sufficienti per scegliere una vacanza estiva a Badolato. Ma sono molteplici gli eventi che durante l’anno affollano il borgo. Nel periodo della la Settimana Santa, in particolare, una suggestiva rievocazione della Passione di Cristo invade le strade di Badolato superiore. Tutto il paese partecipa ad una messa in scena che vede protagonisti nella “Cumprunta” le statue di Cristo e della Madonna che, in una lunga processione, attraversano tutto il borgo.

Durante le numerose feste di paese, organizzate in autunno e anche in inverno, nel borgo si riversa una fiumana di gente. Le strade sono invase dalla musica e, ancora una volta, dal profumo del cibo. Si va di catojo in catojo, degustando vino e prodotti tipici. Il catojo era in antichità la cantina dove le famiglie conservavano le proprie vivande.

Badolato e dintorni: la Cattolica di Stilo, perla dell’epoca bizantina

A circa 45 minuti da Badolato, la piccola cittadina di Stilo conserva una piccola meraviglia di epoca bizantina. La Cattolica, incastonata in uno dei punti più panoramici del paese alle pendici del Monte Consolino è un piccolissimo tempietto a pianta quadrata sovrastato da cinque cupolette e caratterizzato all’esterno dal colore rosso del cotto. Questo gioiello dell’arte bizantina è divenuto una meta molto apprezzata dai turisti provenienti da tutto il mondo.

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