Ascoli Piceno, un week-end tra archeologia e cucina

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Ascoli Piceno, è una splendida città dall’impianto fortemente medievale, compresa nel territorio marchigiano. E’ celebre sia per le tante torri e campanili che trapuntano lo skyline, sia per una gastronomia ricca e gustosa.

Sostate nei numerosi spiazzi monumentali, decorati dal caldo travertino, per ammirare la maestosa quotidianità dell’antica capitale dei Piceni, una bellicosa tribù sconfitta dai Romani nel 286 a.C.

Piazze scenografiche

Non stupisce affatto che questa piazza sia considerata una delle architetture più riuscite e impressionanti di tutto il panorama italiano. In questo spazio sapientemente orchestrato, dalle proporzioni accattivanti, si specchiano i maggiori edifici cittadini.

Riconoscerete il Palazzo dei Capitani del Popolo, risalente al XIII secolo, lo storico locale del Caffè Meletti, la chiesa di San Francesco (XIII-XIV secolo) e la superba Loggia dei Mercanti.

Questo perfetto incastro geometrico avvolge il visitatore ed è particolarmente intenso al tramonto, quando gli ultimi raggi del sole illuminano di una tonalità rosea il travertino.

Un’altra piazza magnifica, la più antica di Ascoli, è Piazza Arringo. Qui potrete visitare sia il Battistero di San Giovanni che la Cattedrale di S. Emidio, il Palazzo Vescovile e il Palazzo dell’Arengo, oggi sede della bella pinacoteca civica.

I nostri video su Ascoli Piceno

La superba Cattedrale di Sant’Emidio

Il centro della vita politica dell’Ascoli comunale, piazza Arringo, ospita anche il duomo cittadino. Ammirate la bella facciata rettangolare e, una volta all’interno, non disdegnate una visita alla cripta, aperta nello spazio sotterraneo del presbiterio. Il luogo è impreziosito da affreschi e mosaici, nonché dalla preziosa tomba del martire.

Anisetta Meletti, un must amato anche da Hemingway (e non solo)

Lo storico caffè liberty Meletti (Piazza del Popolo, 2) serve questo particolare liquore a base di anice verde, l’anisetta, inventato nel 1870 da Silvio Meletti, allora proprietario di questo fascinoso locale. Questa speciale bevanda deve invecchiare in contenitori di ferro prima di essere servita e l’anice impiegato per la sua realizzazione è ancor oggi coltivato nelle immediate vicinanze di Ascoli Piceno, in terreni argillosi appositamente predisposti.

Tra gli amanti dell’Anisetta si annoverano non solo gli ascolani, ma anche alcuni personaggi illustri. Tra tutti, ricordiamo il grande romanziere Hemingway, al quale piaceva moltissimo questo liquore, e il poeta Trilussa, del quale si conserva questo spiritoso motto: “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”!

Potete ordinare questo liquore anche “con la mosca”, ossia con un aromatico chicco di caffè.

Ricordate solo la differenza cromatica delle etichette: la verde indica infatti un aroma più dolce, mentre se scegliete la blu riceverete un bicchierino più secco.

Il possente Forte Malatesta

Il Forte Malatesta è una delle fortificazioni più incisive dell’intero panorama rinascimentale italiano. Questa bella fortezza, disegnata da uno dei maestri del Rinascimento, Antonio da Sangallo il Giove, è oggi fruibile grazie ad una recente e ben congeniata ristrutturazione.Dal 1978 la struttura fu riconvertita in carcere giudiziario e oggi ospita frequenti mostre temporanee.

Gli appassionati di storia longobarda potranno inoltre assistere all’esposizione permanente dei reperti rinvenuti nella necropoli di Castel Trosino.

Le deliziose olive ascolane

Questa tipica ricetta è nata proprio ad Ascoli, da cui trae anche il nome. Per assaggiare le olive verdi denocciolate e ripiene di ben tre tipi di carne diversa (maiale, pollo, manzo) prima di essere fritte, dovete assolutamente provare la centrale gastronomia Migliori, affacciata proprio in piazza Arrigo (Piazza Arrigo, 2).

Questo celebre locale ne propone una versione street-food e con appena 4 euro potrete acquistare un cartoccio da dieci olive! Se siete già dei cultori, deliziatevi con le varianti proposte dallo chef, ad esempio al nero di seppia.

I Tempietti di Sant’Emidio, incastonati nella roccia

Il Tempio di Sant’Emidio alle grotte, patrono di Ascoli, sorge nel luogo dove la leggenda vuole che il santo abbia condotto da solo la propria testa dopo esser stato decapitato. La struttura è un magnifico esempio di arte barocca, direttamente integrata nella roccia vergine del suburbio ascolano.

Visitate anche l’omonimo Tempio di Sant’Emidio Rosso, dipinto proprio di questo colore per ricordare il martirio del personaggio.

Il solido Ponte Romano

Una prospettiva molto suggestiva di Ascoli è godibile dall’antico Ponte Romano, di età augustea e realizzato con una sola campata di circa 62 metri. Una testimonianza eccezionale della strabiliante capacità ingegneristica romana dunque, ancor oggi pienamente integrata nel tessuto urbano cittadino.

Il ponte chiude inoltre la romantica via delle Stelle, dove si susseguono torri e palazzetti medievali ornati dai tanti merli per antiche esigenze militari.

Lo splendore degli antichi Piceni nel Museo Archeologico

Per coloro che volessero approfondire le vicende storiche di Ascoli, in particolar modo dei suoi celebri fondatori, è consigliabile una visita al Museo Archeologico. Qui sono esposti i pettorali bronzei e gli ornamenti per capelli degli antichi Piceni, la belligerante tribù italica che aveva scelto il picchio come animale totem.

Uno degli usi più particolari di questo popolo era il cosiddetto “Ver sacrum”, ossia la primavera sacra che prevedeva la deduzione di nuove colonie mediante un processo migratorio forzato.

Nelle vicinanze di Ascoli Piceno: la marina San Benedetto del Tronto

Con il suo lungomare disseminato di palme e i tanti ristoranti di pesce (anche da asporto) San Benedetto del Tronto è un luogo speciale per godere di un po’ di relax!

Se capitate in pausa pranzo, provate il chiosco Nudo e crudo (Zona Porto – Banchina Riva Nord) dove viene proposto il pescato del giorno cucinato in tanti modi sfiziosi e appetitosi.

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