Arles, una musa ispiratrice dai Romani a Van Gogh

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Il comune di Arles per estensione è il più grande di Francia, superando anche Parigi. Nonostante le grandi dimensioni, tuttavia, i suoi capolavori sono tutti concentrati nel centro storico di questa pittoresca cittadina.

Distesa su una riva del Rodano, Arles vanta un’estrema percorribilità (anche ciclabile) nelle strette vie acciottolate, monumenti di grande impatto archeologico e una deliziosa aria provenzale.

In scena: visita all’arena di età romana

La più grande attrazione di Arles è sicuramente il magnifico anfiteatro, Les Arénes, emblema delle antiche radici della città e risalente alla fine del I secolo a.C. Il centro urbano, noto come Arelas (letteralmente, città dei Salii) fu infatti fondato in età romana e divenne ben presto uno dei nuclei più importanti di tutta la Gallia. Sotto il regno di Costantino divenne persino la capitale di questa provincia. Del resto, le sue ricchezze dovevano essere ben note se il poeta Ausonio la definì “Roma gallica”. La struttura misura 136 m per 107, e poteva accogliere un massimo di 21.000 spettatori… una capienza di tutto rispetto.

Poco lontano, visitate anche i resti di un teatro, anch’essi testimoni della grande fioritura di questo centro: percorrete i resti della scena, dell’orchestra e di parte della cavea, immaginando di essere un antico spettatore! Ancora oggi si svolgono, all’interno di questi scampoli di monumenti, manifestazioni come corride (di natura però incruenta), concerti e spettacoli teatrali. Un ottimo esempio a dimostrazione di come antico e moderno possano interagire in modo continuativo e accattivante.

Con gli occhi di Van Gogh: la sua Arles

Vincent Van Gogh giunse ad Arles alla fine del XIX secolo. Dovette amare molto questo luogo, tanto che immortalò la città in moltissime vedute (oltre 200 tele e 100 disegni). Tra i dipinti più celebri ispirati da questo meraviglioso paesaggio è da ricordare “Notte stellata sul Rodano”, un quadro realizzato nel settembre del 1888 e conservato oggi al Musée d’Orsay, a Parigi.

Per provare a comprendere i sentimenti del geniale pittore, possiamo affidarci alle sue parole: “Ora voglio assolutamente dipingere un cielo stellato. Spesso mi sembra che la notte sia più ricca di colori del giorno, ricca di viola, di azzurri, di verdi più intensi (…)”. Ecco, proprio queste sfumature cromatiche caratterizzano i cieli del Sud della Francia, e non stupisce pertanto che abbiano colpito la sensibile immaginazione del pittore.

Un’altra tela molto famosa è “Terrazza del caffè la sera, Place du Forum”. La terrazza esterna di questo animato caffè è rappresentata inondata da un luce calda, riflessa anche dal luccicante acciottolato antistante. Questo spaccato di vita notturna nella Francia meridionale è ancor oggi perfettamente godibile. Recatevi nella Place du Forum e ritroverete, praticamente immutato, il caffè dipinto da Van Gogh!

Arles van gogh
Da sinistra: Notte stellata sul Rodano e Terrazza del caffè la sera

Un must gastronomico: la salsiccia di Arles (e altre specialità)

La classica saucisson d’Arles è una vera prelibatezza locale: molto più speziata e ricca di sapore rispetto alle tradizionali, questa salsiccia è composta da lardo, carni suine e bovine miscelate con erbe provenzali, spezie e vino rosso.

Molto apprezzato è anche il fumeton, ossia una coscia di montone affumicata alle erbe aromatiche, magari da accompagnare con un buon calice di vino. L’area è ben nota per la produzione di vini anch’essi leggermente speziati, come il Mas de la Dame.

Un’altra eccellenza locale è la bouillabaisse, ossia una particolare zuppa di pesce insaporita anche dall’aggiunta di verdure.

A fine pasto, è consuetudine bere un bicchierino di liquore. Provate l’assenzio o il pastis, entrambi preparati con l’anice stellato.

Saint-Trophime: chiesa e chiostro imperdibili

La cattedrale romanica di Arles, di fattura squisitamente provenzale,  sfoggia un bellissimo portale istoriato. Ai pellegrini che si allontanavano sul Cammino di Compostella esso forniva infatti un utile memorandum per immagini, illustrando l’esempio degli apostoli e dei santi impegnati nell’eterna lotta tra bene e male. All’interno, notate l’elaborato sarcofago romano di IV secolo contenente le spoglie di S. Onorato. Percorrete anche il chiostro (XII-XIV sec.) ornato con sculture particolarmente interessanti nei capitelli e nei superbi pilastri angolari della galleria nord.

Nelle vicinanze: la selvaggia Camargue

Con la ricca vegetazione tipica degli ambienti umidi, dune alofile e residui della macchia originaria (rosmarino, narcisi, giaggioli ecc.) il Parco naturale regionale della Camargue, facilmente accessibile da Arles, è un osservatorio privilegiato per conoscere gli uccelli migratori e stanziali: non è difficile che svernino qui, contemporaneamente, più di 200.000 volatili.

Sempre per quanto riguarda la fauna, è ben nota l’autoctona razza equina, caratterizzata dalla bassa statura, dal colore bianco e dalla robustezza della taglia. Sono poi presenti anche i tori, in versione più piccola e snella rispetto ai cugini spagnoli. Osservateli mentre pascolano indomiti nella brughiera, spettinati dal feroce vento freddo mistral.

Avventuratevi in lunghe, piacevolissime passeggiate immersi in uno scenario naturale sorprendente ed emozionante. Il paesaggio, a tratti quasi spaziale, è talmente suggestivo da sembrare allestito ad arte.

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