Arezzo, tra buon cibo e atmosfere rinascimentali

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Arezzo è una piccola cittadina che racchiude dei gioielli inestimabili, accompagnati da una grande varietà di locali e senza il grande flusso turistico che affligge altre realtà toscane.

Scoprite le meraviglie pittoriche nascoste dalle sobrie murature degli splendidi palazzi antichi, approfondite le personalità più note del borgo (Giorgio Vasari e Piero Della Francesca in primis) e assaggiate alcuni dei piatti più celebri della cucina povera italiana.

La cappella della Croce, un capolavoro poco frequentato

La basilica di San Francesco custodisce una delle opere più impressionanti dell’intero Rinascimento italiano. Qui infatti Piero Della Francesca dipinse la celebre “Leggenda della Vera Croce”, un capolavoro assoluto. Questo ciclo di affreschi narra appunto le vicende del legno con il quale fu costruita la croce di Gesù, ispirata allo scritto del vescovo ligure Jacopone Da Varagine.

L’umile pezzo di legno, cresciuto dal ramo che Dio pose nella bocca di Adamo, era destinato alla costruzione del Tempio di Salomone, ma si rese inutilizzabile allungandosi e restringendosi dispettosamente. Fu solo la leggendaria regina di Saba a profetizzarne l’uso, e a quel punto il legno fu seppellito…fino alla costruzione della Croce dove fu inchiodato Gesù. Particolarmente iconiche le scene di battaglia, come pure lo splendido Crocefisso che campeggia nella cappella.

La raffinata casa di Giorgio Vasari

Il pittore, architetto e storico dell’arte italiano è nato e vissuto ad Arezzo, in questo palazzetto che acquistò nel 1511, subito dopo il matrimonio con Niccolosa Bacci. Si occupò personalmente della decorazione interna, sia per quanto riguarda il mobilio che per la decorazione pittorica.

La visita consente di percorrere i tre piani della casa-museo e di ammirare le pitture, tutte incentrate sul ruolo dell’artista riplasmato attraverso un ampio e colto uso di tematiche bibliche, mitologiche e numerose allegorie. Riposatevi infine nel bel giardino pensile, progettato dallo stesso artista!

casa Giorgio Vasari

I sapori della gastronomia aretina

Sono tanti i piatti tipici della cucina locale, a partire dai buonissimi crostini, specie se conditi con i fegatini. Tra i primi piatti, sono molto saporiti i pici, una pasta fresca speciale senza uovo. Tra i condimenti più gustosi, è particolare il cosiddetto ocio, ossia un mix di oca e pollo.

Un dessert tradizionale è poi il Gattò aretino, un tronchetto conformato a salame dolce farcito con cioccolato e alchermes.Il nome curioso deriva dalla presenza francese nel territorio, essendo derivato dal più canonico gateaux.

I locali più trendy per un dopocena

È ben conosciuto l’Urban Café (via Giuseppe Pietri 41/B) per i cocktail e la musica dal vivo, allestita nella bella veranda dove è molto piacevole anche approfittare dell’aperitivo a buffet.

Per ballare invece è molto frequentato il Dolce Verde (via Sette Ponti 188), una discoteca con tanti tipi di musica diversi, immersa nel verde della campagna aretina.

Gli affamati notturni devono invece segnarsi il Naboo (viale Santa Margherita 10), in pieno centro storico. Questa pizzeria sforna piatti fino alle quattro di mattina!

Il maestoso Duomo, tra paleocristiani e Francia

Il Duomo aretino è intitolato a San Donato, il santo patrono della città. Questo magnifico edificio svetta su una delle alture del centro e sorge sulle rovine di una antica chiesa paleocristiana, una delle tracce della storia più antica di Arezzo.

Le scintillanti vetrate, sette finestre capolavori dell’arte vetraria, sono invece opera del maestro francese Guillame de Marcillat. La prima opera gli fu commissionata nel 1516 e l’artista riuscì a integrare perfettamente la sublime arte francese di scolpire il vetro con la tradizione dei borghi toscani.

duomo San Donato ad Arezzo

La fantastica scenografia di Piazza Grande

Questo complesso dalla perfetta armonia di forme e spazi affascina ogni visitatore con la sua geometria trapezoidale e in ripida salita. Qui si affacciano chiese, loggiati, antiche botteghe, edifici storici in una cornice di grande suggestione.

Sulla sinistra trovate la Pieve di Santa Maria, il cui poderoso campanile è chiamato popolarmente dalle “cento buche” per la particolare lavorazione delle bifore disposte su cinque piani.

Un altro importante edificio è il Palazzo della fraternità dei Laici, dal quale si può godere di un magnifico panorama sui tetti di Arezzo. Non solo: all’interno si conserva un magnifico orologio astronomico, ancora funzionante.

Un bagno di arte al Museo di Arte Medievale e Moderna

Sono tante le opere esposte nel Museo di Arte Medievale, ben allestite e con tanti nomi illustri come Pietro Lorenzetti e Andrea della Robbia. Tra dipinti e ceramiche di squisita fattura, tutti esposti in rigoroso ordine cronologico, è facile avere uno spaccato di storia dell’arte italiana assolutamente comprensibile e didattico, pensato per ogni tipo di utenza.

Nelle vicinanze di Arezzo: Monterchi, una parentesi di arte e relax

Ancora Piero Della Francesca è il protagonista indiscusso di questa meta, un piacevolissimo borgo immerso nella campagna toscana dell’alta Valtiberina. Qui infatti è conservata l’opera più celebre del Maestro, ossia la bellissima “Madonna del Parto” cui spesso si rivolgevano le partorienti per avere protezione durante il difficile momento del travaglio.

Monterchi è un luogo ideale anche per chi voglia rilassarsi nella quiete del verde, arroccato com’è su una collina isolata. Una curiosità sullo stemma: il serpente sul gonfalone comunale ricorda l’Idra, il leggendario mostro mitologico sconfitto dall’eroe Ercole. In effetti, secondo la tradizione popolare, il paese fu fondato proprio dal semidio greco.

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