Alla scoperta di Triora, il borgo delle streghe in Liguria

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Con l’arrivo di ottobre, i pensieri iniziano a colorarsi anche in Italia dell’arancione delle zucche e del grigio di fantasmi e streghette. Eh già, Halloween sta prendendo sempre più piede anche da noi e sebbene la festa sia tipicamente anglosassone, cresce il numero di persone che cerca di vivere l’atmosfera un po’ lugubre e un po’ misteriosa di questa antica celebrazione pagana. Se quindi fate parte di queste persone, vi sveliamo un segreto: in Italia abbiamo un vero e proprio borgo delle streghe. Si chiama Triora, ed è un minuscolo paesino nell’entroterra ligure, sopra Arma di Taggia (Imperia). Tra vicoli ombrosi ed eco di antiche leggende, vi portiamo alla scoperta di questo affascinante e suggestivo borgo, meta ideale per un weekend autunnale (da brivido).

Triora, il borgo delle streghe

Ma che cos’è Triora? Come ci si arriva? Perché è chiamato “borgo delle streghe”? Tanto per iniziare, Triora è situato nella Valle Argentina, in provincia di Imperia in Liguria. È insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italia e fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia, grazie alla sua particolare e tipica architettura fatta a carrugi (i vicoli strettissimi dell’abitato), portali scolpiti in ardesia e case antiche addossate le une alle altre.

In effetti, il paese è molto suggestivo: se ne sta arroccato su uno sperone di roccia circondato da boschi e vallate verdi e il paesaggio che lo circonda è spettacolare. Certo, non è una meta indicata per chi cerca movida e rumore! Triora è infatti molto piccolo, sono pochi i bar e ancora meno i ristoranti, e a farla da padrone di notte è il silenzio. E le leggende.

Ah, una curiosità: il comune conta ben 9 frazioni (Bregalla, Cetta, Greppo, Goina, Loreto, Monesi, Realdo, Verdaggia e Saccarello) ma soltanto 355 abitanti! Ve l’abbiamo detto che qui ci si viene per la tranquillità…

Triora vicoli

Una storia drammatica…

Il borgo di Triora deve la sua fama di “paese delle streghe” alla sua storia antica. Già, perché tra il 1587 e il 1588 qui a Triora ci fu una vera e propria caccia alle streghe! Si pensava che le bagiùe – così erano chiamate le donne che praticavano la stregoneria – si incontrassero in località Cabotina per lanciare malefici e vedere il demonio. Più di venti donne (erboriste e guaritrici, soprattutto) furono catturate, torturate e alcune di loro giustiziate con l’accusa di stregoneria: di quelle imprigionate non si seppe più niente. Il processo di Triora fu precedente e persino più feroce di quello, ben più celebre, di Salem in America.

Cosa è rimasto oggi di questo passato tragico? Di certo la fama: Triora deve gran parte del suo turismo a questa vicenda, che ne ha fatto un centro particolarmente amato dagli appassionati di esoterismo e di mistero. Di certo, un’aria un po’ cupa il paese l’ha mantenuta. La meta perfetta per Halloween, no?

Come arrivare a Triora

Triora, dicevamo, è un borgo di montagna. Si può raggiungere in automobile oppure con i mezzi pubblici (ma, ve lo diciamo, in questo caso è un po’ più difficile).

  • In auto. Prendete la A10 Genova – Ventimiglia in direzione Ventimiglia e uscite ad Arma di Taggia. Da lì seguite le indicazioni per Taggia e poi per Triora: la strada è ripida e con molte curve. Se invece giungete da Torino, vi conviene arrivare a Savona e immettervi da lì sulla A10.
  • In treno. Vi basterà prendere un treno intercity diretto a Ventimiglia e scendere alla stazione di Arma di Taggia oppure a Sanremo. Da entrambe le stazioni partono poi i pullman della Riviera Trasporti diretti a Triora, ma ricordatevi di controllare prima gli orari! Il tragitto in pullman è lunghetto, ma il paesaggio è davvero suggestivo.

Come probabilmente avrete capito, il paese è molto piccolo e il centro si può girare soltanto a piedi, tra vicoli e scalette. Ma non fatevi ingannare: è tutto un saliscendi, quindi… Scarpe comode!

Cosa fare e da vedere a Triora

Eccovi una lista delle cose da non perdervi nel vostro weekend autunnale all’insegna del mistero.

I due musei etnografici locali

Piccolo paese, tanti musei. Tutti dedicati, manco a dirlo, alla stregoneria e al folklore locale. A Triora ce ne sono ben due, piccoli e curatissimi: il Museo Etnografico e il MES – Museo Etnografico della Stregoneria. Quest’ultimo è il più recente e occupa due sale dell’importante palazzo Stella, affacciato proprio sulla piazza principale. Si può fare un biglietto cumulativo che permette di visitarli entrambi. Sono soldi ben spesi, perché la visita permette di avere uno spaccato interessante sulle tradizioni locali così come sul tema della stregoneria, che viene affrontato a 360° e partendo dai culti antichi per la Dea Madre fino alle pratiche erboristiche recenti.

Le chiese e i palazzi

La chiesa principale di Triora è la collegiata di Nostra Signora Assunta, che sorge su un tempio pagano pre-cristiano. Si trova nella piazzetta principale del paese. C’è poi la Chiesa di San Bernardino, appena fuori dal paese, completamente affrescata: ricordatevi di chiedere all’ufficio turistico se la troverete aperta oppure no! Vale poi la pena di salire fino al cimitero, sopra il centro abitato: da lassù si gode di una vista meravigliosa sulla vallata. Nel punto più alto del paese troverete invece le rovine di un castello del XII secolo, il Castello di Triora.

La Cabotina “stregata”

La Cabotina è l’edificio in cui, secondo le leggende, le streghe di Triora si radunavano per i propri riti. Non che ci sia molto da vedere -è solo una casa diroccata – ma qui si sente particolarmente forte l’atmosfera stregonesca. Da qui parte inoltre il bel “sentiero delle streghe” che conduce a spasso negli splendidi boschi circostanti.

Carrugi e portoni decorati

Triora è un borgo che va scoperto perdendosi. Letteralmente, proprio. Il centro storico è un dedalo in cui orientarsi è difficile (poco male, è talmente piccolo che non si arriva mai troppo lontano prima di riprendere il dritto). Lasciatevi quindi affascinare dalla suggestione delle case di pietra scura, dalle scalette piene di vasi e gatti neri e – perché no – anche da quella sensazione inquietante che trasmettono gli edifici un po’ diroccati. Non mancano piccole nicchie affrescate, lumini accesi e minuscoli altari, cortili nascosti e archi abbracciati dai rampicanti.

Il pane di Triora

Il tipico pane di Triora è famoso in tutto il ponente ligure e il basso Piemonte. Realizzato con farina 1, farina di grano saraceno e crusca, è una preparazione tipica del panificio triorese, che serve tutta la zona circostante. Buonissimo e sostanzioso, è l’ideale per accompagnare i salumi o i formaggi locali, di latte vaccino o ovino.

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