10 città fantasma in Europa da vedere almeno una volta

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E’ difficile trovare qualcosa di più affascinante delle città fantasma. Con le loro storie passate e la malinconia che avvolge muri e strade, custodiscono ricordi e vite dimenticate e attirano turisti e viaggiatori. Ma quali sono le città fantasma più suggestive d’Europa? Eccovi un assaggio delle ghost cities più interessanti del nostro continente.

Quando la città fantasma diventa un set: il borgo di Craco

L’Italia è forse uno dei paesi europei più ricchi in assoluto di paesi abbandonati.

Pensate a Craco, in provincia di Matera. Pericolanti case color ocra e dedalo di viuzze abbarbicate sull’Appennino Lucano, Craco fu abbandonato a partire dal 1963 a causa di una frana. Il borgo divenne preda del tempo, ma con la sua atmosfera suggestiva attirò anche molti registi. Proprio qui sono state girate ad esempio scene de “La passione” di Mel Gibson e del “Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini.

Oggi il paese di Craco si può visitare soltanto a piccoli gruppi e con una guida. Le visite guidate si possono prenotare presso la Mediateca comunale.

Cala Oliva, la piccola città fantasma sull’isola dell’Asinara

Quando l’Asinara era un carcere di massima sicurezza, il borgo di Cala Oliva ospitava le famiglie delle guardie penitenziarie e tutti i servizi. Quando nel 1998 il carcere fu chiuso e l’area trasformata in riserva naturale, anche il piccolo borgo di Cala Oliva si spopolò.

Oggi sull’isola dell’Asinara non ci sono residenti e Cala Oliva è a tutti gli effetti una città fantasma. Le sue casette bianche sono disabitate, i giardinetti invasi dalle erbacce e in quelli che erano gli orti pascolano caprette e asini selvatici. Il borgo si popola soltanto durante i mesi estivi, grazie ai turisti e ad un ostello.

Consonno, la Las Vegas italiana

Lo chiamavano “la Las Vegas italiana”, ma ciò che è rimasto del borgo di Consonno (Lecco) non è che l’abbandono. Nel progetto dell’imprenditore immobiliare Mario Bagno, il paese sarebbe dovuto diventare un luogo di gioco e stranezze capace di emulare la voluttuosa città americana. Di questa visione onirica è rimasta traccia solo negli edifici e nei palazzi, che spaziano da rievocazioni di Venezia ad atmosfere da suq arabo.

Nel 1976, però, una frana isolò completamente il paese e lo trasformò in una grottesca città fantasma.

Tyenham, dove il tempo si è fermato al ’43

Per favore trattate con cura la chiesa e le case. Abbiamo abbandonato le nostre abitazioni, dove molti di noi hanno vissuto per generazioni. Per aiutare a vincere la guerra e per mantenere gli uomini liberi. Un giorno ritorneremo, e vi ringrazieremo per aver trattato con gentilezza il villaggio“. Così recitava il cartello che Helen Taylor appese alla porta della chiesa prima di lasciare il villaggio di Tyenham, in Inghilterra. Era il 1943 ed Helen era l’ultimo abitante ad andarsene.

Tyenham fu infatti completamente evacuato nel ’43 per consentire alle truppe britanniche di esercitarsi in vista dello sbarco in Normandia. Sebbene gli abitanti pensassero di poter tornare a rivedere le proprie case a guerra conclusa, le cose andarono diversamente ed il paese rimase in mano all’esercito.

Oggi Tyenham si può visitare nei fine settimana e nei giorni festivi. Nessuno degli abitanti vi ha più fatto ritorno, ma gli ex residenti possono essere seppelliti nel cimitero locale.

L’ombra di Chernobyl sulla città fantasma di Pryp’jat

La storia di Pryp’jat, in Ucraina, è dolorosa. Pryp’jat era infatti stata costruita a soli due chilometri dalla centrale di Chernobyl per ospitare le famiglie delle persone che vi lavoravano. Evacuata solo dopo alcuni giorni dall’incidente nucleare del 1986, i suoi abitanti furono dispersi. Non poterono più far ritorno nelle loro case, contaminate da altissimi livelli di radiazioni.

Pryp’jat oggi fa parte della cosiddetta “zona di esclusione”, cioè l’area contaminata che si estende per un raggio di 30 chilometri attorno alla centrale. E’ una città fantasma ricca di ricordi dolorosissimi.

https://www.instagram.com/p/Bl2jqpohO2B/?hl=it&taken-at=238060777

Sull’isola irlandese di Inis Cathlaig, terra di monaci e marinai

In gaelico è Inis Cathlaig, ma è più conosciuta come Scattery Island. Situata sull’estuario del fiume Shannon, l’isola custodisce un antico monastero fondato nel VI secolo da St Senan, che secondo la leggenda ne interdisse completamente l’accesso alle donne. Scattery Island fu poi abitata per alcuni secoli dai marinai di Shannon e dalle loro famiglie, e l’ultimo residente se ne andò nel 1969 alla ricerca di condizioni di vita meno dure.

L’isola è oggi totalmente disabitata. Per chi volesse visitare il monastero con la sua torre circolare, le chiese diroccate e la cattedrale risalente al IX secolo, i battelli per Scattery Island partono da Kilrush.

In Grecia per vedere Vatheia, la città fantasma delle torri

Se molte delle città abbandonate sono semi sconosciute e poco frequentate, questo non si può dire di Vatheia, la città greca dei pyrgoi,  cioè delle torri.  Riqualificata negli anni ’80 dall’Organizzazione per il Turismo Greco, la città è diventata meta adorata dai turisti, che sono affascinati dalla sua atmosfera decadente e dalla sua struttura unica.

Vatheia è situata nella penisola di Mani. Risale ai secoli XVIII-XIX, quando vennero costruite le torri di fortificazione contro gli attacchi dei pirati. A tre piani, con finestre come feritoie, i pyrgoi di Vatheia sono stati costruiti così vicini da rendere il paese impenetrabile. Una vera e propria fortezza inespugnabile, che però è stata gradualmente abbandonata negli anni Sessanta e Settanta.

La storia di Pyramiden, in Norvegia

Nelle Isole Svalbard c’è una città fantasma un po’ inquietante. Si tratta di Pyramiden, sull’isola di Spitsbergen: un luogo freddo e inospitale per la maggior parte dell’anno, ma abitato in virtù della ricchezza carbonifera delle montagne limitrofe. Sebbene di proprietà della Norvegia, Pyramiden fu ceduto all’ex URSS tramite il cosiddetto “Trattato di Svalbard” e sfruttato dall’Unione Sovietica.

Il paese fu abbandonato in tempi abbastanza recenti, nel 1998. Tuttavia le condizioni climatiche particolari hanno garantito un buona conservazione di case e strutture estrattive. Una curiosità? Il nome Pyramiden dipende dalla forma della montagna che lo sovrasta.

Il borgo maledetto di Ochate

Anche la Spagna è ricchissima di paesi e borghi abbandonati. Tra di essi merita senza dubbio un giro il minuscolo paese di Ochate, in provincia di Burgos.

Ochate è in larga parte diroccato. Sono rimasti in piedi soltanto alcuni muri perimetrali, il campanile, un antico tempio e una vecchia necropoli. Ma Ochate è famosa per altro. Pare infatti che qui si siano verificati svariati fenomeni paranormali, tra cui apparizioni di UFO! La stessa storia dell’abbandono di Ochate è controversa, perché non si è mai capito con esattezza cosa abbia spinto le persone ad andarsene. Alcuni ipotizzano che la colpa sia stata di una serie di epidemie, ma non se ne trova traccia nei documenti storici della regione. Un bel mistero, no?

Nella Corsica delle città fantasma

La Corsica racchiude tra le sue coste e le sue montagne storie e segreti di villaggi abbandonati e città fantasma. Basta lasciarsi alle spalle i classici circuiti turistici per trovarli. Alcuni esempi?

Pensate a Occi, affacciato sul Golfo di Calvi.  Situato a 400 metri d’altitudine e dotato di una vista mozzafiato, il minuscolo borgo nacque nel XV secolo per difendersi dalle incursioni dei pirati saraceni. Fu abbandonato nel 1927, quando morì il suo ultimo abitante. La gente tuttavia aveva iniziato a scemare già molto prima a causa dell’esaurimento della sorgente del villaggio. Occi è oggi rivalutato dai turisti, che lo cercano per ammirare il suo splendido panorama.

Un altro paese fantasma della Corsica è Caracu, nella provincia di Meria. Un borgo come tanti altri in Europa e nel mondo, forse, senza motivi particolari che sappiano spiegarne l’abbandono. Caracu è stata solo una delle vittime di un mondo sempre più veloce, che ha finito per tagliare fuori i paesini più piccoli e irraggiungibili. E forse è proprio per questo che vale la pena visitarli: per regalare loro un ultimo saluto.

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